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sabato 7 giugno 2014

721 - Sul sentiero, con Gary - e non solo

«[...] E poi ci sono innumerevoli Bodhisattva sconosciuti che non hanno mai avuto un addestramento spirituale e non si sono mai impegnati in una ricerca filosofica. Si sono formati e maturati in mezzo alla confusione, alla sofferenza, alle ingiustizie, promesse e contraddizioni della vita. Sono quelle persone ordinarie, generose, coraggiose, indulgenti, modeste, che hanno un grande cuore e da sempre sorreggono la famiglia umana. [...] Ci sono insegnamenti che vengono solamente dall'esperienza non monastica ma di lavoro, famiglia, amore, lutto, fallimento. [...] Percepire la realtà significa farci un'idea immediata della politica e della storia, assumere il controllo del nostro tempo, essere padroni delle ventiquattr'ore e farlo bene, senza vittimismo. Accompagnare i bambini all'autobus della scuola è difficile quanto cantare i sutra nella sala di meditazione in un freddo mattino. Una mossa non è meglio dell'altra: ciascuna può essere parecchio noiosa ed entrambe possiedono la virtù della ripetitività. La ripetizione, il rituale e i loro buoni risultati si presentano in molte forme. Cambiare un filtro, pulire i nasi, andare alle riunioni, raccogliere le cose lasciate in giro per casa, lavare i piatti, controllare il livello dell'olio: non credere che queste cose siano distrazioni dai tuoi compiti seri. Tutto questo giro di faccende non è un insieme di difficoltà cui sfuggire per poterci dedicare alla nostra "pratica" che ci farà procedere su un cammino: è il nostro cammino [...]"


Un paio di sere fa ho terminato un libro che mi teneva impegnata da quasi due mesi: La pratica del Selvatico, di Gary Snyder (il brano che riporto qui sopra arriva da lì).


Leggere Gary Snyder, poeta, saggista, tra i primi esponenti della Beat Generation (I vagabondi del Dharma di Jack Kerouac è dedicato a lui), studioso e praticante di buddismo zen, ma anche contadino, camminatore, e soprattutto profondo conoscitore dei rapporti tra uomo e natura quale esponente di un movimento di ritorno consapevole al territorio, a quella parte di territorio che sta in bilico tra selvatico e coltivato, non è mai un'impresa facile.


Anzi, almeno per me, è sempre un viaggio non privo di fatica: ogni volta, a metà strada mi guardo indietro pensando nostalgicamente di tornare, ma poi, ogni volta tengo duro, e alla fine sono premiata come dopo la più impegnativa delle scalate. E ogni suo libro, proprio come una scalata, mi lascia nel finale stravolta e un po' diversa. Ansimante, ma con l'orizzonte di fronte a me decisamente più ampio.
Questo in particolare è stato un viaggio particolarmente duro, e dunque ancora più pieno di mistero e fascino. Come ogni volta, a metà strada, ho meditato se lasciare Gary continuare da solo, ché questa volta no, non ce la potevo fare.


Come sempre ho tenuto duro, anche, in questa particolare occasione, per un motivo in più: la dedica iniziale «Questo libro è per Carole, sul sentiero».
Carole é Carole Koda, sua ultima compagna di vita, che ha lasciato questo mondo proprio nei pressi di questa avventura.
Potevo abbandonare un libro con una dedica così struggente? Potevo lasciarli soli sul sentiero? 
No. Dovevo continuare con fatica ad andare avanti. 


Ce l'ho fatta. E come sempre sono stata premiata.
Sono arrivata alla fine, osservo dall'alto, e ora posso affermare "Avevi ragione Gary, è stato un gran bel viaggio".
Ci sarebbero altre decine di estratti da condividere qui perché bellissimi, ne scelgo uno su tutti, per chiudere queste considerazioni:


«Il nostro tempo, questi più o meno dodicimila anni trascorsi dall'era glaciale e i prossimi dodicimila anni circa, sono il nostro piccolo territorio. Saremo giudicati, o ci giudicheremo, per come avremo vissuto, fra di noi e con il mondo, in questa ventina di millenni. Se siamo qui per qualche buona ragione (a parte raccogliere testi, scendere fiumi e imparare a riconoscere le stelle), sospetto sia quella di divertire il resto della natura. Una banda di buffi, sensuali primati. Quando gli esseri umani sono di buon umore e suonano una melodia, tutte le piccole creature si avvicinano ad ascoltare».


E' una teoria così affascinante e bizzarra che quasi ci credo.
Anzi, guarda Gary, ci credo proprio :)



ricapitolando,  il libro è:
Gary Snyder - La pratica del Selvatico - Fiori Gialli Edizioni

le foto sono quello che succede in questi giorni, sul mio sentiero :) 
(grazie a tutt* per averne  percorso questo breve tratto con me)

mercoledì 8 gennaio 2014

706 - Soprattutto buonumore - un incontro, un libro, una donna, la sua casa

Non so bene il motivo, ma do molta importanza ai libri che leggo in inverno. Non che d'estate ci sia meno motivazione, forse c'è solo meno concentrazione, fatto sta, trovo che quello che leggo nei giorni più corti e bui dell'anno abbia su di me un impatto maggiore, mi parli di più.
E recentemente, proprio durante i giorni del solstizio d'inverno, a farmi compagnia è stato un libro che non credo dimenticherò mai, un libro che mi è sembrato arrivare proprio al momento giusto, un libro che nasce da una storia particolare e ne racconta una bellissima e singolare.

La storia da cui nasce è in realtà un incontro, l'incontro con Olga, una donna conosciuta in internet, precisamente su facebook; un incontro favorito dalle nostre comuni passioni: l'arredamento -  un certo tipo di arredamento, fatto di cose semplici, vissute, magari di recupero -  il senso della bellezza, la poesie delle piccole cose, la narrazione dei dettagli che ci sono in un piccolo magari apparentemente insignificante momento...
Olga vive in una casa bellissima, piena di fascino, una casa dove ogni oggetto ha una storia e ogni stagione trova la sua naturale collocazione.
E proprio chiacchierando con lei, osservando le foto della sua casa, dei suoi animali, dei suoi amici, dei luoghi che visita, mi sono imbattuta più volte nelle foto di una casa particolarissima, che lei chiama la casetta nella selva.


La casetta nella selva è immersa in un giardino favoloso, circondata da folti boschi, a mezza costa su una collina da cui si vede il mare. Dalle foto scattate da Olga durante le sue visite alla casa potevo vederne le stanze, i fiori che la circondano, la splendida vista. Potevo a volte vedere anche chi a quel luogo dà anima e vita, ovvero la sua abitante, una cara amica di Olga. Nel tempo, sempre più interessata alla casa e a chi la abita, ho scoperto che la donna della selva si chiama Nicla. E che ha scritto un libro. Che proprio di questa casa racconta.
Potevo farmelo sfuggire?
Ho chiesto a Olga il titolo, e il giorno successivo (eravamo agli inizi dello scorso Dicembre) il libro era già in viaggio pronto a raggiungermi.
Appena arrivato l'ho sfogliato e già solo dall'incipit ho deciso che lo avrei letto subito, abbandonando per il momento la lettura in corso.
E così ho fatto.

Ma non immaginavo quanto questa lettura mi avrebbe avvolto, ammaliato, condotto come un pifferaio magico.
E ora vi dico perché.


Perché racconta una storia vera (io amo le storie vere).
Perché la racconta senza fronzoli o pompose celebrazioni, ma con semplicità, narrando i fatti così come sono avvenuti. Nel bene e nel male.
Perché racconta di un grande, grandissimo amore: quello di una donna per un luogo, per una casa.
Perché quella casa era completamente in rovina, abbandonata e circondata dai rovi come una bella addormentata (davvero nel bosco!) ma l'amore innato che la donna ha provato per lei l'ha risvegliata dal suo lungo sonno.
Per tutti i segni che Nicla ci insegna a riconoscere: un lembo di gonna strappata, la vista di un'isola particolare, certi numeri.
Perchè Nicla è divertente e divertita nel narrare.
Perché il suo è un bell'italiano elegante, con una piccola punta di antico così piacevole che sembra quasi di sentire una narrazione orale.


Perché narra di animali, di alberi, di vento, di tramonti e di stelle.
Perché è un ottimo libro con cui iniziare l'anno.
Perché Nicla è una donna con un'incredibile forza interiore che sa trasmettere.
Perchè Nicla sa fare tutto (moltissimo lo ha imparato strada facendo): cuce, cucina, dipinge, taglia la legna, costruisce steccati, trasforma i frutti della terra, fa sbocciare fiori, parla con gli alberi e con gli animali curandoli, conosce l'animo delle persone (e sa curare anche queste).
Perché ha un grandissimo coraggio e da ogni pagina di questo libro ci dice che veramente, ma proprio davvero davvero, TUTTO è possibile.

E la sua storia ne è la più semplice dimostrazione.


È per tutti questi motivi, e mille altri ancora che magari sarete voi a trovare, che consiglio a tutti questa lettura. A tutti indistintamente per la bellezza che dona.

Specialmente la consiglio a chi ha un sogno ma pensa di non avere il coraggio o i mezzi o la forza per realizzarlo.

Soprattutto buonumore - Nicla Menchi - Nerbini editore.


http://www.amazon.it/gp/product/8864340130?ie=UTF8&camp=3370&creativeASIN=8864340130&linkCode=xm2&tag=httpalberocas-21


(le immagini sono tratte dal sito casettadelleselve.it)


martedì 2 luglio 2013

679 - cincischiare in solitaria - ovvero, l'estate

Inizia con Luglio il vero tempo d'estate. Quelle giornate lunghissime, irripetibili, di quando sembra che non possa esistere altro che questa stagione. Non esiste il buio di Novembre. Non esistono le brume di Febbraio. Esiste solo questo momento. Questo tempo dilatato e sognante in cui tutto quello che andrebbe fatto è rallentare. 
Rallentare e cinchischiare.




Cincischiare. 
Dice il dizionario: indugiare, perdere tempo senza concludere nulla di utile.
In realtà il concetto è molto più sfaccettato. Ne fa un suo cavallo di battaglia Sarah Ban Breathnach nel - da me - pluricitato libro Simple abundance.
Secondo l'autrice, cincischiare è una vera arte, "a metà tra introspezione e ispirazione [...] un'occupazione solitaria, da affrontare senza fretta per ricavarne i massimi benefici metafisici." E continua aggiungendo che "Il cincischiamento getta semi. E quando sarà il momento, mieteremo un abbondante raccolto di appagamento."
Secondo Alexandra Stoddard invece, cinchischiare "ci aiuta a diventare consapevoli di ciò che è ancora importante per noi, ciò che continua ad avere significato. Quest'atto tranquillo e privato può mettere a fuoco chiaramente diversi aspetti della nostra vita. E indicarci i nostri bisogni".
Tirando le somme, si può dunque dedurre che: 
- cinchischiare è un'attività deliziosamente femminile, 
- per essere davvero appagante deve essere assolutamente solitaria,
- il cincischiamento ci permette come poco altro di indugiare facendo qualcosa che non deve necessariamente essere produttivo, ma assolutamente appagante.
Qualcosa da fare assaporando con lentezza, senza preoccuparsi troppo del risultato. Cincischiare è godere pienamente del - e il - momento, senza essere disturbate da nessuno, senza che nessuno - noi per prime - debba aspettarsi niente che non sia puro godimento.




Che aspettiamo dunque?
E' giunto il momento.
Il momento perfetto per: ( di seguito alcuni suggerimenti di quelle che sono tra le mie preferite attività cincischiatorie)





 - cinchischiare tra i banchi di un mercatino dell'antiquariato o in una bottega di robivecchi cercando quell'inutile piccolo delizioso oggetto che ci ruberà il cuore

- cincischiare nei remainder di libri, nei reparti di fotografia, arredamento, art and craft, cultura contadina, animali, erbe e fiori, o tutto quello che vogliamo, cercando quel libro da sogno che sfoglieremo magari (magari!) sdraiate su un'amaca all'ombra




- cincischiare sperimentando profumatissimi infusi freddi, con fiori, erbe aromatiche, gustati nature o addolciti con miele o sciroppi vari

-  cincischiare dunque nella preparazione di detti sciroppi (non c'è niente di più pigro o facile che sciogliere su fuoco lento zucchero e frutta o fiori, per creare sciroppi da gustare in acqua freddissima) (magari comodamente sedute in un ombroso patio) (magari)

- ho da poco riscoperto gli smoothies: semplici frullati di frutta, con aggiunta di semi oleosi e/o latte e/o verdure e/o erbe aromatiche e/o pezzetti di cioccolato e/o tutto quello che ci suggeriscono il nostro frigorifero, la nostra dispenza, la nostra fantasia, la nostra voglia del momento. cincischiare cercando in rete idee per golosissimi smoothies (anche solo le immagini sono già appaganti), assemblare gli ingredienti, frullarli e gustarli è una vera attività cincischiatoria




- cinchischiare provando o riscoprendo l'antica arte del ricamo

- se l'ago non fa per noi potrebbero essere ideali uncinetto (c'è qualcosa di più delizioso del croquet? sì, ammetto c'è. ma il croquet ha il suo bel perché nella lista delle cose deliziose) o ferri (c'è tutto il tempo utile per lavorare la lunga lunga sciarpa di Gennaio)




- cincischiare nel riordino delle nostre collezioni o degli immancabili cassetti delle cianfrusaglie

- o sfogliando pigramente la più bella rivista di arredamento trovata in edicola



- cincischiare  cimentandosi in un'attività antica e di grande soddisfazione come la preparazione di marmellate e confetture o di salse o di verdure sott'olio/aceto da gustare poi nei lunghi mesi invernali ripensando al momento in cui noi stesse l'abbiamo preparate (in quella meravigliosa luce estiva, vestite in abiti leggerissimi, ascoltando le nostre canzoni preferite...)



- le meravigliose donne vittoriane iniziavano a preparare i regali di Natale (ovviamente in splendida autarchia) nel mese di Luglio. così, solo per dirlo ;)

- cincischiare rileggendo o scoprendo per la prima volta, alcuni classici per l'infanzia (in un prossimo post la lista dei miei immancabili)




- cincischiare cercando, raccogliendo o acquistando fiori di lavanda per preparare profumatissimi sacchetti (metterne uno accanto al cuscino pare assicuri un buon sonno)

- pare (dicono le allodole) che l'alba sia uno dei momenti in assoluto più belli dell'estate. cinchischiare riuscendo a gustarne in religioso silenzio e solitudine almeno tre (creando proprio un appuntamento) potrebbe essere bello. tanto bello




- cincischiare sperimentando l'arte calligrafica

- cinchischiare semplicemente godendo intensamente dell'odore della pioggia estiva, del suo rumore sulle foglie, dello sciabordio dell'onda, del profumo dei gelsomini nei giardini, dello stormire tra gli alberi la sera, delle cicale che tra poco iniziaranno a frinire ininterrottamente, del cinguettio di decine di uccelli diversi, dell'odore del croccante venduto ai banchetti delle fiere, della carezza dell'acqua fredda sulla pelle, della pigra sonnolenza del primo pomeriggio, e di tutte le sensazioni così tipicamente estive




- e infine, sdraiate, circondate da libri, lavori di ricamo o uncinetto, sorbetti al limone, sacchetti di lavanda da ultimare, ricette di marmellate, riviste di arredamento e quant'altro, socchiudere gli occhi, allontanare tutto con un pigro gesto della mano, e cinchischiare guardando i giochi di luce tra le foglie, o giochi di ombre sul soffitto,  o i riflessi del sole sull'acqua, o la calura che rende fluido l'orizzonte




Buona estate di cincischiaggio.
E alla prossima :)



mercoledì 3 aprile 2013

671 - Aprile - ispirazioni e gioie semplici


"Sarà perché Aprile è inondato di luce abbagliante. Sarà perché la terra sembra più verde. Sarà perché la resurrezione è il tratto distintivo di questo mese. E' per tutto questo che il nostro spirito spicca il volo? Ora arretra la stagione del buio e avanza con tutta la sua forza la stagione della luce. In giardino primule, viole del pensiero, violette, tulipani e gigli sono un'esplosione di colore. Ciascun fiore, ciascuna pianta e ciascun ramo testimoniano profondamente del potere dell'autenticità. [...]"
Sarah Ban Breathnach - L'incanto della vita semplice

***

Avevo pensato a una serie di ispirazioni tutte diverse - da quelle che seguono - per questo mese appena iniziato. Poi stamani, casualmente, mi sono ritrovata tra le mani questo scritto di Marguerite Yourcenar: I trentatre nomi di Dio. Trentatre poesie, trentatrè ispirazioni meravigliose da leggere, su cui meditare, da ripetere sussurrandole mentre stiamo facendo altro, da copiare su trentatre diversi cartoncini e farne dei piccoli quadri, da trascrivere sul diario, da cui partire per crearne ancora, da spargere come semi nel mondo. E non solo.

Buona passeggiata di Aprile :)

***

Gli abitanti delle isole

I trentatre nomi di Dio

1. Mare al mattino.
2. Rumore dalla sorgente nelle rocce sulle pareti di pietra.
3. Vento di mare a notte su un'isola.


Il ritorno


4. Ape.
5. Volo triangolare dei cigni.
6. Agnello appena nato, bell'ariete, pecora.


La trama dell'albero


7. Il tenero muso della vacca, il muso selvaggio del toro.
8. Il muso paziente del bue.
9. La fiamma rossa nel focolare.


Cantabile



10. Il cammello zoppo che attraversò la grande città affollata andando verso la morte.
11. L'erba. L'odore dell'erba.
12. (disegno suo, come tanti asterischi, stelline)


Vie di mare


13. La buona terra. La sabbia e la cenere
14. L'airone che ha atteso tutta la notte, intirizzito, e che trova di che placare la sua fame all'aurora.
 15. Il piccolo pesce che agonizza nella gola dell'airone.


Joyful

 
16. La mano che entra in contatto con le cose.
17. La pelle - tutta la superficie del corpo.
18. Lo sguardo e quello che guarda.


Sopra un prato di stelle


19. Le nove porte della percezione.
20. Il torso umano.
21. Il suono di una viola o di un flauto indigeno.


Tuttinsieme
  

22. Un sorso di una bevanda fredda o calda.
23. Il pane.
24. I fiori che spuntano dalla terra a primavera.


Buon tempo


25. Sonno in un letto.
26. Un cieco che canta e un bambino invalido.
27. Cavallo che corre libero.


Felicemente sottospora


28. La donna dei cani.
29. I cammelli che si abbeverano con i loro piccoli nel difficile wadi.
30. Sole nascente sopra un lago ancora mezzo ghiacciato.


Accade in primavera


31. Il lampo silenzioso. Il tuono fragoroso.
32. Il silenzio fra due amici.
33. La voce che viene da est, entra dall'orecchio destro e insegna un canto.


La casa dei gabbiani


E a tutte, tutti, buona rinascita di primavera.

***

Tutti i dipinti che vedete in questo post, sono disponibili in formato stampa, nel mio shop.


sabato 23 febbraio 2013

666 - L'universo pensante

"E' una storia che si ripete, ma non per questo è meno desolante. In un certo senso stavo perdendo Braeside già dall'inizio, perché stava già scivolando via quando la mia famiglia vi si stabilì per la prima volta. Forse è per questo che l'ho amata, anche da bambina, con un amore così struggente - un amore per dire il quale il nostro linguaggio moderno difetta di parole. Perché questo amore per un luogo non è come gli altri amori, come quello per le persone o gli animali, per gli oggetti, le attività, gli ideali. Una persona amata, una cosa o un'idea, la possediamo, la teniamo tra le braccia della nostra immaginazione; il nostro amore getta una luce vivida intorno a essa. Mentre un luogo amato ci tiene tra le braccia, anche se esiste solo nella memoria, e fa sì che tutto ciò che è al suo interno, noi compresi, brilli di quella luce vivida."
(Freya Mathews - Riabitare la realtà - Fiori Gialli Edizioni)




Se l'universo avesse un'anima pensante. Una sua volontà. E così la nostra galassia. Il nostro sistema solare. La Terra stessa che abitiamo. E poi il nostro emisfero. E giù a discendere fino al nostro paese, la nostra regione, il luogo stesso in cui abitiamo. Se tutto avesse un'anima. Una volontà, una mente pensante. Se non fosse solo materia come da secoli vorrebbero farci credere. Che idea rivoluzionaria sarebbe. Cambierebbe completamente il nostro modo di osservare, il nostro modo di porci, il nostro comportamento verso il mondo.
Per qualcuno, per molti forse, è già così. Non stento a credere che molti tra voi che leggete il mio blog percepite l'anima del mondo in modo forte e chiaro.
Potesse per tutti essere così! Pensate a quanto sarebbe rivoluzionario. E vero. E bello.




 "Le società che abbandonano il loro mondo, in ossequio agli impegni materialisti imposti dalla modernità, scontano un prezzo troppo alto, per quella che [...] è considerata la loro infedeltà. [...] Fino a quando il mondo intero sarà trattato come risorsa grezza, inerte e muta, il fondamentale modo di agire della società, da un punto di vista panpsichista, sarà inevitabilmente improntato a una cinica insensibilità. Rappresentare il mondo come bruto e cieco ci porta a nostra volta ad assumere un atteggiamento di brutalità e cecità; ci porta ad attraversare il mondo ciechi e insensibili, allontanandoci dal lato poetico che sboccia attorno a noi, chiudendo le nostre orecchie all'eloquenza inesauribile delle cose, calpestando l'infinita esuberanza di viticci che si avvicinano a noi. Come possiamo coltivare una tale abitudine all'insensibilità verso il mondo che ci circonda senza che questa insensibilità poi si riveli in tutto quello che facciamo?"
(Freya Mathews - Riabitare la realtà - Fiori Gialli Edizioni)


venerdì 1 febbraio 2013

662 - Imbolc e le gioie semplici di Febbraio

"Ma l'amore
che fa piovere le gocce e precipita
il più piccolo seme e lo riproduce
nella sua fabbrica di corolle
adesso dorme sotto forma di paesaggio invernale."
Mariangela Gualtieri - Bestia di Gioia

"Febbraio arriva freddo, grigio, piovoso, con doni camuffati perché li vedano soltanto gli spiriti più acuti."
Sarah Ban Breathnach - L'incanto della vita semplice

"Tè cinese, il profumo dei giacinti, caminetti accesi e vasi di viole: ecco l'immagine mentale di un piacevole pomeriggio di Febbraio."
Constance Spry


Il volo serale degli uccelli azzurri, disponibile la stampa


Come fossimo nel mezzo della notte, siamo oggi "nel ventre - imbolc" dell'inverno. Il momento di massimo riposo. Di massimo silenzio. Tutte le attività ridotte al minimo. In attesa. Tra poco, nel nero che si scolora, il primo canto degli uccelli. Una folata di vento che disordinando smuove. E poi il primo chiarore. La prima luce. I suoni del giorno che chiamano. Ma fra poco. Sostiamo adesso ancora quieti in questa notte che ristora. Come i petali arriciati nella gemma. La nostra nave immaginaria sta per virare ad est. Tra poco. 
Tra poco.


Tre porte rosse - disponibile la stampa


Recita un vecchio adagio: ogni cosa ha il suo tempo e ogni lavoro la sua luna. Febbraio, che per intrinseca spirituale caratteristica ispira e richiede il primo impulso, quello che dal buio dell'inverno ci traghetterà fino alle prime luci della primavera, potrebbe essere il mese adatto per: 

 - Iniziare un diario della primavera, annotando il primo schiudersi delle gemme, le prime luci diverse, i primi segnali

- Cercare ovunque i segni del selvatico: nella brutta strada di periferia, nel tratto di via di fronte casa, nella piazza centrale, nel parcheggio del supermercato, ovunque. Ovunque si presenti in forma di stelo d'erba, di fiore sfuggito, di seme portato, di lucertola assonnata, di gatto in amore. Cercare. E perché no, annotare. O fotografare. O pensarci un attimo, gioirne, e poi lasciare andare


Sull'isola di certe signore gentili -  disponibile la stampa


- Il mese scorso era il momento giusto per leggere poesia. Adesso, con queste prime nuove pulsioni verso l'esterno, potremmo iniziare a trascrivere poesia, ricopiando con cura le più care. Copiandole, riscrivendole, assaporeremo parola per parola, ripetendo, seppure da lontano, seppure in modo nostro, il percorso del poeta. I suoi passi. Riscriverle con la tastiera del computer. Copiarle, ancora meglio a mano, lentamente, curando la grafia. poi ne faremo qualcosa. Tutto ha un senso nella mia pazzia :) 
Per ora copiamo, trascriviamo. Gustando ogni attimo nel farlo

-  Imparare sempre di più a conoscere e usare verdura e frutta di stagione


Quel posto felice -  disponibile la stampa


- Prendere l'abitudine di annotare, ogni sera, cinque motivi per cui essere grate della giornata trascorsa. Motivi semplici, anche, e specialmente, piccole gioie infinitesimali

- Il cielo invernale è splendido, nelle sere limpide e fredde. Guardarlo di più, più intensamente, magari con una mappa stellare a portata di mano, potrebbe essere una bella cosa da fare, in Febbraio

- Riempire la casa di profumi: oli naturali, essenze, candele in pura cera d'api


I sogni degli alberi - disponibile  la stampa


- I miei giochi preferiti da bambina erano: ritagliare e incollare, inventare strane spericolate acrobazie, correre. Potrebbe essere una buona idea, in questo periodo, ricordarsi di come si fa a giocare. E riprendere giochi vecchi, o inventarne di nuovi

- Scendere in profondità nelle cose, cercare i significati. ci siamo soffermate ad osservare un fiore o uno strano insetto? A casa, potrebbe essere bello cercare tutto quello che puossiamo su di lui, approfondendo. Abbiamo ascoltato o letto una parola sconosciuta? O in questi giorni ci sta capitando di sentire una parola consueta della quale non conosciamo però l'etimologia? Bene: questo è il momento appropriato per approfondire

La misura del tempo - disponibili l'originale e la stampa


- Cercare e preparare una ricetta nuova, molto attraente, perché no, anche spericolata

- Annotare su un quaderno le parole preferite, e rileggerle, e assaporarle e, siccome ci piacciono tanto, usarle sempre di più

- Scrivere una lettera - di carta (anche a se stesse, perché no)

-  Oggi è Imbolc. perché non celebrarlo? lasciandoci magari ispirare da  tutti gli altri imbolc qui da me

La casa degli alberi azzurri - disponibile  la stampa


E a tutte/i buon Febbraio.
Buon sonno/sogno di mezzo inverno :)

p.s. 
Da oggi, 1 Febbraio 2013, ho riniziato, qui nel blog, a usare la lettera maiuscola dopo il punto. Perché avevo smesso? Mah. Sicuramente fretta nello scrivere e dunque smania di saltare anche un solo minuscolo passaggio. Da oggi la lettera maiuscola riassumerà nella mia scrittura e nella mia vita il suo gran bel perché. Oh lalà :)



mercoledì 9 gennaio 2013

658 - ispirazioni e gioie semplici per Gennaio - seconda parte

"Gennaio, mese di nuovi inizi e cari ricordi, ci invita. Vieni, lascia che l'inverno tessa il suo mirabile incantesimo: fredde e frizzanti giornate di sciarpe di lana, lunghe serate buie di cene saporite, conversazioni animate o gioie solitarie. Fuori la temperatura si abbassa e la neve scende soffice. Tutta la natura è in pace. Anche noi dovremmo esserlo. Ritìrati davanti al caminetto. Questo è il mese per sognare, guardare all'anno che viene e al viaggio interiore."
Sarah Ban Breathnach - L'incanto della vita semplice

Il viaggio, la sera, la neve - disponibile  la stampa

recita un vecchio adagio: ogni cosa ha il suo tempo e ogni lavoro la sua luna. Gennaio, che per intrinseca spirituale caratteristica ispira e richiede nuovi inizi, attività solitarie e contemplative, riposo, potrebbe essere il mese adatto per:

- fare una lista delle nostre più vere e intime aspirazioni
- eliminare ciò che da troppo tempo è di intralcio, iniziando col fare pulizia tra le proprie cose, nel nostro spazio personale, per renderlo il più possibile invitante e accogliente 

La luna dell'inverno - disponibile la stampa


- smettere di rimandare quell'attività che ci chiama da tempo: che sia iniziare a lavorare a maglia, studiare il tedesco, meditare giornalmente, imparare a ballare il tango, conversare con gli sconosciuti. inizio chiama inizi

Sera di neve - disponibile la stampa


 - gingillarsi:
. in libreria, alla ricerca di quel libro speciale -per questi giorni- che sappiamo esistere ma non abbiamo ancora trovato
. in cartoleria o in un negozio di belle arti, cercando l'album perfetto per iniziare un diario personale fatto di scritti, ritagli, fotografie, ispirazioni
. dal giornalaio, cercando una rivista nuova e sconosciuta che ci accompagnerà in pigre serate
. fuori, per strada in città, per sentieri in campagna o nel bosco, sulla spiaggia, cercando e osservando i segni del Vero Inverno


Il canto del bosco - disponibile la stampa

- circondarsi di bulbi: giunchiglie, giacinti, tulipani. in casa fioriscono velocemente in questi mesi, regalando profumi e colori che sollevano e rinfrancano
- dormire di più. e poi fare un sonnellino
- fare attenzione ai particolari
- leggere poesia. leggere ancora più poesia
- scegliere il film più bello del momento e regalarsi un pomeriggio al cinema. magari nel bel mezzo della settimana. magari da sole
 - fare provviste di cose buone: puro nerissimo cacao, mandorle, noci e nocciole, un nuovo tipo di miele mai assaggiato, panna fresca da montare o un pregiato formaggio spalmabile, diversi tipi di tè o infusi, zenzero, cannella, curcuma e altre profumatissime spezie, tutto da utilizzare nei giorni più bui e uggiosi per prepararsi e gustare insoliti spuntini  


E così, la notte prese forma - disponibile la stampa
- progettare un giardino: che sia nella terra, su un balcone, sul davanzale o in un vaso: questo è il mese giusto per pensare ai semi
- organizzare un tè con le amiche più care
- rilassarsi con un lungo bagno caldo cui avremo aggiunto oli profumati


La luna, tra i rami, in inverno - disponibile la stampa

 - fare una siesta. l'ho già detto? va bene, allora aggiungeteci un sonnellino ;)
e a tutte/i buon Gennaio. buon Vero Inverno.



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