inizia oggi, una delle sorprese cui vi avevo fatto cenno nell'ultimo post.
si tratta di una nuova rubrica, che troverà posto qui da me periodicamente.
una rubrica tutta dedicata alla creatività femminile.
non so se a questo proposito avete già visto i banner sul lato destro di questa mia pagina.
sopra ho voluto scrivere sostengo e promuovo la creatività delle donne (e mi si perdoni la preferenza in questo campo per il mio sesso) perché farlo è qualcosa che ho molto a cuore.
perché a me piace.
mi piace quando una donna trova e segue la sua unicità.
quel qualcosa che la caratterizza e fa in modo che la sua parte creativa possa esprimersi attraverso i suoi scritti, le sue tavole colorate, i suoi scatti fotografici.
attraverso la sua maestria nel preparare una torta, nell'assemblare le perline che creeranno un bijou, nel tagliare e cucire la stoffa che diventerà un abito, una borsa, un bizzarro o tenero pupazzo.
attraverso la sua maestria per l'arte del tè. per l'arte dei fiori. e ancora, e ancora.
a me piace. mi piace tanto.
mi piace pensare che dietro quelle creazioni c'è un sogno.
c'è una voce interiore che ha chiamato.
c'è una donna che ha risposto.
e pur fra mille timori, incertezze, frustrazioni, e tutti quei piccoli o grandi blocchi che siamo così brave a porci di fronte come ostacoli quando si tratta di seguire il nostro sogno, un mattino lei si è guardata negli occhi e nel cuore, e ha preso la decisione di volerlo fare, di volerci provare.
e nella sua giornata così fitta di persone e di impegni, ha cercato e trovato quel ritaglio di buon tempo per sé.
e nella sua casa piena piena di stanze per gli altri, ha cercato e trovato lo spazio per sè.
quello dove sistemare la macchina da cucire, il tavolo da disegno, gli attrezzi per la fotografia, le scatole delle perline...
a me piace. mi piace tanto.
e ancora più mi piace quando il salto si è fatto proprio grande ed è arrivato il momento della condivisione.
quello in cui con un sussurro, o con voce forte e decisa lei, per la prima volta, ha detto "io so fare questo".
e lo ha mostrato al mondo.
mi piace. sì, mi piace, piace, piace!
per non dire di quanto poi mi piace quando il salto è diventato quasi un volo, e il sogno si è spinto talmente in là, che quasi non aveva osato nemmeno pensarlo.
e un bel giorno, tramite il passaparola, o iscrivendosi a una fiera, a un mercato, a una mostra, o aprendo una vetrina su internet, o facendo tutte queste cose assieme, lei ha deciso di provare a vendere quelle creazioni.
a trasformare un'arte, una capacità, in un mestiere.
qualcosa da cui trarre onesto guadagno.
sì, a me piace! mi piace e basta.
e siccome mi piace così tanto, vorrei dedicare attenzione a tutto ciò.
vorrei vederle queste donne. vederle e mostrarvele.
vorrei conoscerle. conoscerle e presentarvele.
vorrei ascoltare assieme a voi cosa hanno da dirci.
vorrei incoraggiarle, specie nei momenti in cui l'indecisione si fa blocco e timore.
vorrei seguirle nel tempo. e invitare voi a farlo.
vorrei portare nelle nostre case quello che nel loro tempo e nel loro spazio creano.
dunque maghe dei pennelli o della macchina da cucire, maestre del tè o della frutta candita, esperte di perline o di fiori, qualunque sia insomma la vostra arte o abilità, sarete, se vorrete, mie ospiti per raccontare, a chiunque voglia ascoltare, di voi, di ciò che fate, di ciò che farete.
vi cercherò io, sarete voi a cercarmi... in qualche modo ci troveremo.
andiamo ad iniziare dunque.
e lo facciamo con Acilia, maga e maestra del tè.
***
ho conosciuto il blog di Acilia ormai qualche anno fa. scoperto come capita facilmente nella blogsfera, quasi per caso. e divenuto da subito un piacevole appuntamento.
poi, come sempre faccio quando mi trovo di fronte ad una nuova entusiasmante scoperta, per un po’, l’ho seguito in silenzio.
mi piaceva il modo che ha di raccontare la sua passione per il tè.
mi piacevano la sua gentilezza, la sua maestria. la sua delicatezza. il suo modo di fare, inscindibile dal suo mondo.
entrare in contatto con le sue pagine è infatti come trovarsi nel mondo di una vera maestra giapponese del rito del tè.
si trovano nelle sue parole la stessa rarefatta precisione.
la stessa cura di ogni più piccolo particolare. la stessa bellezza nel disporre gli oggetti (nel nostro caso storie, poesie, ricette, immagini).
e tutto nella più semplice naturalezza.