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martedì 2 luglio 2013

679 - cincischiare in solitaria - ovvero, l'estate

Inizia con Luglio il vero tempo d'estate. Quelle giornate lunghissime, irripetibili, di quando sembra che non possa esistere altro che questa stagione. Non esiste il buio di Novembre. Non esistono le brume di Febbraio. Esiste solo questo momento. Questo tempo dilatato e sognante in cui tutto quello che andrebbe fatto è rallentare. 
Rallentare e cinchischiare.




Cincischiare. 
Dice il dizionario: indugiare, perdere tempo senza concludere nulla di utile.
In realtà il concetto è molto più sfaccettato. Ne fa un suo cavallo di battaglia Sarah Ban Breathnach nel - da me - pluricitato libro Simple abundance.
Secondo l'autrice, cincischiare è una vera arte, "a metà tra introspezione e ispirazione [...] un'occupazione solitaria, da affrontare senza fretta per ricavarne i massimi benefici metafisici." E continua aggiungendo che "Il cincischiamento getta semi. E quando sarà il momento, mieteremo un abbondante raccolto di appagamento."
Secondo Alexandra Stoddard invece, cinchischiare "ci aiuta a diventare consapevoli di ciò che è ancora importante per noi, ciò che continua ad avere significato. Quest'atto tranquillo e privato può mettere a fuoco chiaramente diversi aspetti della nostra vita. E indicarci i nostri bisogni".
Tirando le somme, si può dunque dedurre che: 
- cinchischiare è un'attività deliziosamente femminile, 
- per essere davvero appagante deve essere assolutamente solitaria,
- il cincischiamento ci permette come poco altro di indugiare facendo qualcosa che non deve necessariamente essere produttivo, ma assolutamente appagante.
Qualcosa da fare assaporando con lentezza, senza preoccuparsi troppo del risultato. Cincischiare è godere pienamente del - e il - momento, senza essere disturbate da nessuno, senza che nessuno - noi per prime - debba aspettarsi niente che non sia puro godimento.




Che aspettiamo dunque?
E' giunto il momento.
Il momento perfetto per: ( di seguito alcuni suggerimenti di quelle che sono tra le mie preferite attività cincischiatorie)





 - cinchischiare tra i banchi di un mercatino dell'antiquariato o in una bottega di robivecchi cercando quell'inutile piccolo delizioso oggetto che ci ruberà il cuore

- cincischiare nei remainder di libri, nei reparti di fotografia, arredamento, art and craft, cultura contadina, animali, erbe e fiori, o tutto quello che vogliamo, cercando quel libro da sogno che sfoglieremo magari (magari!) sdraiate su un'amaca all'ombra




- cincischiare sperimentando profumatissimi infusi freddi, con fiori, erbe aromatiche, gustati nature o addolciti con miele o sciroppi vari

-  cincischiare dunque nella preparazione di detti sciroppi (non c'è niente di più pigro o facile che sciogliere su fuoco lento zucchero e frutta o fiori, per creare sciroppi da gustare in acqua freddissima) (magari comodamente sedute in un ombroso patio) (magari)

- ho da poco riscoperto gli smoothies: semplici frullati di frutta, con aggiunta di semi oleosi e/o latte e/o verdure e/o erbe aromatiche e/o pezzetti di cioccolato e/o tutto quello che ci suggeriscono il nostro frigorifero, la nostra dispenza, la nostra fantasia, la nostra voglia del momento. cincischiare cercando in rete idee per golosissimi smoothies (anche solo le immagini sono già appaganti), assemblare gli ingredienti, frullarli e gustarli è una vera attività cincischiatoria




- cinchischiare provando o riscoprendo l'antica arte del ricamo

- se l'ago non fa per noi potrebbero essere ideali uncinetto (c'è qualcosa di più delizioso del croquet? sì, ammetto c'è. ma il croquet ha il suo bel perché nella lista delle cose deliziose) o ferri (c'è tutto il tempo utile per lavorare la lunga lunga sciarpa di Gennaio)




- cincischiare nel riordino delle nostre collezioni o degli immancabili cassetti delle cianfrusaglie

- o sfogliando pigramente la più bella rivista di arredamento trovata in edicola



- cincischiare  cimentandosi in un'attività antica e di grande soddisfazione come la preparazione di marmellate e confetture o di salse o di verdure sott'olio/aceto da gustare poi nei lunghi mesi invernali ripensando al momento in cui noi stesse l'abbiamo preparate (in quella meravigliosa luce estiva, vestite in abiti leggerissimi, ascoltando le nostre canzoni preferite...)



- le meravigliose donne vittoriane iniziavano a preparare i regali di Natale (ovviamente in splendida autarchia) nel mese di Luglio. così, solo per dirlo ;)

- cincischiare rileggendo o scoprendo per la prima volta, alcuni classici per l'infanzia (in un prossimo post la lista dei miei immancabili)




- cincischiare cercando, raccogliendo o acquistando fiori di lavanda per preparare profumatissimi sacchetti (metterne uno accanto al cuscino pare assicuri un buon sonno)

- pare (dicono le allodole) che l'alba sia uno dei momenti in assoluto più belli dell'estate. cinchischiare riuscendo a gustarne in religioso silenzio e solitudine almeno tre (creando proprio un appuntamento) potrebbe essere bello. tanto bello




- cincischiare sperimentando l'arte calligrafica

- cinchischiare semplicemente godendo intensamente dell'odore della pioggia estiva, del suo rumore sulle foglie, dello sciabordio dell'onda, del profumo dei gelsomini nei giardini, dello stormire tra gli alberi la sera, delle cicale che tra poco iniziaranno a frinire ininterrottamente, del cinguettio di decine di uccelli diversi, dell'odore del croccante venduto ai banchetti delle fiere, della carezza dell'acqua fredda sulla pelle, della pigra sonnolenza del primo pomeriggio, e di tutte le sensazioni così tipicamente estive




- e infine, sdraiate, circondate da libri, lavori di ricamo o uncinetto, sorbetti al limone, sacchetti di lavanda da ultimare, ricette di marmellate, riviste di arredamento e quant'altro, socchiudere gli occhi, allontanare tutto con un pigro gesto della mano, e cinchischiare guardando i giochi di luce tra le foglie, o giochi di ombre sul soffitto,  o i riflessi del sole sull'acqua, o la calura che rende fluido l'orizzonte




Buona estate di cincischiaggio.
E alla prossima :)



mercoledì 20 giugno 2012

627 - sono le cose che piacciono a me

(ringraziando Wenny che giocando anche lei, mi ha invitato a continuare)


mi piace sempre, specie il giorno prima del solstizio d'estate:

- pensare ai boschi, sapere che ci sono, sentire il loro richiamo, la loro protezione
- sventolarmi col ventaglio, come una dama dell'ottocento
- osservare le ombre, specie verso sera
- dalla finestra socchiusa, ascoltare la notte
- leggere al mattino presto, rubando tempo a tutto il resto
- appendere i miei abiti lunghi, leggeri, colorati, e vederli tutti assieme
- sentire odore di bucato passando sotto alle finestre
- la bevanda fresca, sempre diversa, delle cinque di pomeriggio
- passeggiare per strade ombrose in ore inconsuete
- il pigolio dei piccoli del merlo
- pensare ai camminatori che si stanno mettendo in viaggio
- entrare in libreria mentre tutti sono al mare e passare tantissimo tempo a scegliere il nuovo libro
- gli odori che si fanno intensi
- guardare attraverso le foglie
- l'increspatura leggera sulla superficie del mare
- gelato, gelato, gelato (al cioccolato) (alla menta) (al pistacchio) (tutto :))
- scorgere la prima stella
- salutare l'ultima che indugia al mattino
- il canto di un gallo che si sente in lontananza
- sbucciare i borlotti seduta al tavolo di cucina (e ipnotizzarmi sulla meravigliosa screziatura rossa delle bucce)
- le zuppe fresche, la sera
- il profumo delle erbe aromatiche che rimane sulle dita a lungo
- salutare sconosciuti gatti passanti
- scoprire posti segreti (il greto di un ruscello nel bosco, una valletta di felci, quello che rimane di un giardino abbandonato...)
- passare in rassegna la mia collezione di piccoli sassi di sentiero
-  il sapore delle ciliegie ancora calde di sole
- rallentare, prendere il mio tempo, indugiare più a lungo
- ho già detto il gelato? ;)
- ...

***

e a voi cosa piace?



giovedì 27 ottobre 2011

572 - ancora un po' di me... ancora un po' di loro

"due bambine che ridono e ballano sfrenate -una indossa un tutù rosa-; una donna con una giacca enorme che fuma appoggiata allo stipite della portafinestra; una stanza vuota con la televisione accesa; una donna intenta a pulire verdure; un uomo seduto in una poltrona verde; un uomo che legge il giornale; una donna di spalle -probabilmente sta lavando qualcosa-; un bambino seduto al tavolo della cucina che scrive mentre una donna gli cammina dietro; persone che ridono; un uomo sta armeggiando attorno a un lampadario; due donne sedute una di fronte all'altra ai due lati del tavolo; un ragazzo che gesticola parlando con una donna; un bambino davanti ai vetri guarda me che lo guardo; ..."

dopo uno stralcio dalla lista della parole che mi piacciono eccone un altro, dalla lista intitolata istantanee da case, passando col treno, di sera.

***


hanno visto le donne qui sotto, e dice che si sarebbero sentiti terribilmente offesi, non avessi menzionato anche loro. e così ecco una minuscola selezione dalla mia cartella: case, alberi, notte, mare sogno. sperando che a questo punto non si offendano i  non prescelti. (a mia discolpa: ho scelto a caso!) (ho i dipinti suscettibili)

***

anche di ognuno di questi dipinti è disponibile la stampa. di alcuni, anche, ancora, l'originale.
... ascoltate il loro sussurro.
sarò felice se riuscirete a sentirlo.
e a presto :)


giovedì 20 ottobre 2011

569 - forse un po' di me?

"armonia, sobrietà, sussurro. filo, seme, segreto. scelta. fluire. lisciare, dimora. luminoso, notte, deriva. blu. piuma. ricamo, eremita, sentiero. lanterna, bruma, arcolaio. vento. intrecci. ape, sorgente, risveglio. costellazione..."

stanno lì, buone, scritte a matita.
alla voce parole che mi piacciono, in uno dei tanti quaderni che riempio di lunghe liste.

passeggiata breve, dopo il tè

quando non hai niente da dire, non dire niente. giusto? è così che recita il detto di... boh, di qualcuno che lo ha detto :)

in questi giorni non ho in effetti molto da dire.
soprattutto perché sono concentrata, impegnata, nelle illustrazioni di un libro in prossima uscita.
però, anche con niente da dire, si può forse dire qualcosa.
si può anche tramite a un semplice elenco di parole. prese a caso, una qua, una là.
da un elenco molto più lungo, che sta, tra altri elenchi di tutti i generi, in uno dei miei tanti quaderni.
ecco.

e buon giovedì a tutti voi!
e a presto.
con altre non-cose da dire.
chissà.
forse :)

giovedì 9 giugno 2011

530 - fatti e cose del giovedì (e dintorni)

... scritti così, un po' a caso.

- stanotte ho sognato una musica che suonava come il mare. 
ho aperto lo spartito per vedere le note.
e queste, sul pentagramma, disegnavano pesci, meduse, stelle marine.
tutto un mondo di note sott’acqua.

- la mia lavastoviglie fa un rumore sinistro tutte le volte che apro lo sportello. poi qualche giorno fa, ho avuto un'illuminazione: è lo stesso identico rumore del Titanic che affonda.

- ho partecipato al salvataggio di una merla che si era tutta avvolta/impigliata in un filo sottile. poi la sera pensavo: ma per lei,  sarà stato come avere un incontro ravvicinato del IV tipo

- alla fine, dopo tanti tentennamenti dovuti principalmente alla mia indomita pigrizia, la scorsa domenica, nel pomeriggio, mi sono inscritta a facebook. nel farlo ho dovuto - non avrei potuto altrimenti portare a buon fine l'operazione - fornire il mio numero di telefono, cosa che pare invece non vada mai e poi mai assolutamente fatta. da allora vivo col pensiero latente che Zuckerberg in persona mi farà prima o poi telefonate anonime di notte.

- facebook all'inizio è terrore puro: velocissimo, enorme, pieno di funzioni misteriose - tipo i poke -. solo ora finalmente inizio a capirci, leggermente, pocopoco, qualcosa. se volete cercarmi, mi farà piacere. il mio nome lo sapete (seppure credo di avere circa ottocento omonime, mi riconoscete dalla foto, che è la stessa che uso qui, in chi sono)

- mentre mi iscrivevo a facebook è scoppiato un uragano con tanto di tromba d'aria marina, alberi divelti e tegole scoperchiate. a casa mia, mentre io ero intenta a fornire a Zuckerberg il mio numero di telefono, si sono spalancate tre finestre. lo spostamento d'aria ha fatto cadere  alcuni fogli, una scatola di cartone e un quadro - in realtà una vecchia stampa floreale inglese - che tenevo appoggiato ad una mensola. il vetro di protezione si è frantumato in millimetrici pezzi sparsi ovunque, nemmeno fosse esploso. ancora stamani ne ho trovato uno sotto alla bilancia. (ma secondo voi, lo dovevo prendere come un segno?)

- pag 5 si chiama il file che contiene questa illustrazione (che parlerà lingua tedesca). è relativa infatti a quel numero di pagina lì. me ne mancano solo circa una ventina. ed è questo uno dei motivi, il principale direi, per cui ultimamente mi si vede meno sul mondo internet.

- ho sempre più la conferma di usare la virgola in modo del tutto personal-emozionale. spero la cosa non vi infastidisca troppo.

- e infine, grazie, grazie, e ancora grazie, per l'entusiasmo, il calore, la gentilezza con la quale avete accolto le mie nuove stampe. proprio a questo proposito, vorrei suggerirvi di, nel tempo libero, così, tra una cosa e l'altra, buttare un occhio al mio sito per scegliere le vostre tre preferite, tra quelle già stampate e quelle ancora da stampare. perché... avrei in mente una sorpresa (otto lettere, inizia per g finisce per y).

a prestissimo. e se siete buone, mi racconterete anche voi un episodio sparso di questi ultimi giorni.
altrimenti non lo siete, ma vi vorrò bene lo stesso.

sabato 19 marzo 2011

507 - Sei Shonagon, ovvero la bellezza, ovvero gli elenchi

forse qualcuno di voi sa che sono appassionata di elenchi.
elenco tutto, persino parole.
ho alcune pagine di un quaderno dedicato solo a quello: le parole di cui prediligo il suono.
probabilmente invece nessuno sa che questa passione di elencare, mi è stata trasmessa da Sei Shonagon.

Sei Shonagon, alla fine del X secolo, aveva circa trent'anni ed era dama presso la corte dell'imperatore  Sadako, in Giappone. era quello un periodo di grande splendore per il mondo cui essa apparteneva, e Sei Shonagon, in virtù della sua bellezza, della sua grande intelligenza, della sua sagacia, della sua cultura, della sua sensibilità, era una delle dame più apprezzate, la prediletta dell'imperatrice.

dieci secoli più tardi, arrivò fino a me, grazie ad un film folgorante, il libro Note del guanciale, una sorta di diario nel quale Sei Shonagon aveva accuratamente appuntato le sue giornate, tramite descrizioni della vita e del cerimoniale di corte, di persone incontrate, di antichi amori, ma soprattutto tramite elenchi di celebrazione della bellezza del mondo, del fluire delle stagioni, di eventi e fenomeni naturali.
Sei Shonagon, invero, annota tutto in quelle pagine, non solo le situazioni predilette, ma anche oggetti, persone, fatti o luoghi che non le piacciono, e nelle quali possiamo sempre, in questo caso, riscontrare il motivo: mancanza di poesia.
poiché è quest'ultima, quando si riflette nei colori, nella bellezza dei gesti, nell'annotazione circa la fioritura di un albero o una giornata di pioggia ad ispirare a Sei Shonagon le pagine più belle.

in questi giorni, in cui il pensiero di noi tutti corre più e più volte verso Est, ho ripreso in mano - ma lo faccio spesso, durante l'anno - il libro di quella dama di mille anni fa, per celebrare, assieme a lei, la bellezza. con il gusto unico in fatto di estetica e poesia che caratterizza quel lontano popolo.

solo che questa volta vorrei condividere alcune delle sue descrizioni con voi.
e non solo oggi.
vorrei che questo fosse un appuntamento nel tempo.

possiamo anzi quasi considerare Sei Shonagon un'ospite fissa del perché a me piace, in quanto le sue parole possono essere per tutti noi di grande ispirazione.

e dunque inizia oggi la rubrica Note di Sei Shonagon.
e lo fa con il più classico degli inizi, ovvero la prima pagina del suo libro.
così famosa in Giappone, che, come dice Yukio Mishima nelle sua introduzione al libro stesso,  ogni giapponese potrebbe essere in grado di citarla a memoria.
ascoltate - più ancora che leggere - la bellezza di queste parole.
e sono certa proverete, per lei, ammirazione e gratitudine.

"Caratteristiche piacevoli delle varie stagioni

L'aurora a primavera: si rischiara il cielo sulle cime delle montagne, sempre più luminoso, e nuvole rosa si accavallano snelle e leggere.
D'estate, la notte: naturalmente col chiaro di luna; ma anche quando le tenebre sono profonde. E' piacevole allora vedere le lucciole in gran numero rischiarare volando l'oscurità, oppure distinguere solo le luci di alcune di loro. Anche quando piove, la notte ha un suo fascino.
Il tramonto in autunno: malinconico quando i raggi del sole calano obliqui dalla vetta dietro cui tramonta, e i corvi a gruppi di due, di tre, di quattro si affrettano disordinatamente al nido; piacevole è anche ammirare gli stormi ordinati dei gabbiani rimpicciolirsi sempre più all'orizzonte. L'armonia del vento e il ronzare degli insetti, quando il sole è calato, infondono una dolce tristezza.
D'inverno, il primo mattino: bellissimo, inutile dirlo, quando cade la neve. Bello è anche il candore della brina; oppure, oltre a questo, riattizzare il fuoco rapidamente, quando il freddo è più intenso, e attraversare le sale portando il carbone. E' anche piacevole verso mezzogiorno, quando l'ambiente si è intiepidito, vedere il fuoco del braciere, non più alimentato, ridursi a bianca cenere."

***
buon equinozio di primavera :)

mercoledì 22 luglio 2009

271 - prediligo, anche


- le persiane rosse alle finestre
- i treni che si arrampicano in montagna
- vedere dal treno le montagne avvicinarsi
- le piccole piazze chiuse al traffico
- le panchine in dette piazze
- camminare per vecchie vie
- guardare le vetrine delle vecchie botteghe
- quando per strada si sente da una finestra qualcuno che suona
- guardare i merli che corrono infilandosi per gioco in un corridoio di vasi
- sentire l'usignolo la sera
- i miei segnalibri che profumano di olio alla rosa
- la terra appena smossa
- avere una barca di legno per navigare su un fiume
- un'altalena appesa a una trave del salotto
- una tenda bianca, leggerissima, mossa dal vento
- i mobili di katrin arens
- i vasi fioriti su un vecchio davanzale
- sfogliare libri di erbe selvatiche
- l'odore del basilico nelle dita
- un pianoforte vicino a una finestra
- i tessuti di lino
- osservare qualcuno che crea qualcosa con le mani
- l'odore del caffè al pomeriggio
- scoprire un nuovo artista di talento
- entrare in un bosco
- soggiornare per il giusto tempo in un posto dove non capisco la lingua
- essere nel bel mezzo di un libro che mi piace
- viaggiare in modo lento
- continuare a fare foto attraverso il mirino (io avevo avvertito! ;-)))
- ...

***

I also like:

- red shutters on the windows
- climbing trains in the mountains
- see from the train approaching the mountains
- small squares closed to traffic
- the benches in this squares
- walking in the old ways
- looking at the windows of the old shops
- on the street when, from a window, i hear someone playing music
- watching the running battlements, playing between the garden's jares
- to hear the nightingale in the evening
- my smelling of rose oil bookmarks
- the clods just moved
- to have a wooden boat for sailing on a river
- a swinging seesow in the living room
- a wind-driven lightweight white tent
- katrin arens forniture
- flower pots on an old window sill
- to browse wild herbs books
- smell of basil in the fingers
- a piano near a window
- fabrics of flax
- to observe someone who creates something with hands
- the smell of coffee in the afternoon
- to discover a new talented artist
- to enter into a forest
- staying for the right time in a place where I do not understand the language
- to be in the middle of a book that I like
- slowlying travel
- to continue to take pictures through the viewfinder
- ...




lunedì 25 maggio 2009

236 - punto otto e sue emanazioni

8 - metti un piccolo oggetto per te significativo nella tasca di alcuni degli indumenti che indossi.


questo recita il punto otto del mio personale memorandum per la creatività (vi avevo fatto cenno tempo fa col numero 54).



e questa è una delle emanazioni del punto otto.

dimora nella tasca di una giacca rossa.

e quando la ritrovo -ogni volta che indosso la giacca- mi pare di sentire ancora l'odore di quel bosco.


venerdì 13 febbraio 2009

192 - promemoria

preferisco:

- gli orti tra le case
- i cortili nel sole delle tre
- le erbe sul davanzale
- avere sempre con me un taccuino
- avere sempre con me un piccolo libro
- i vecchi valzer e chi li balla
- i suonatori di fisarmonica
- le scarpe coi laccini
- il pane fatto in casa
- le case dove vive un gatto
- chi lavora a maglia
- chi sa fare i cesti
- i cesti stessi
- le strade dei camminatori
- conservare i biglietti del teatro
- leggere poesia
- fare liste per tenere sempre a mente le mie preferenze

e buon sabato :)


giovedì 8 gennaio 2009

175 - punto 54 e sua fedele applicazione

foto uno:
da fuori a dentro, gatta interdetta dietro un vetro.
foto tre:
da fuori a dentro, gatta interdetta, ma che si finge rilassata, sempre dietro al medesimo vetro.
foto due:
da dentro a fuori, donna che su un vetro interpreta alla perfezione il punto 54 del suo personalissimo memorandum creativo:
- fai qualcosa di completamente inutile.
il punto 54 è fondamentale.
io affermo oggi con convinzione che bisognerebbe avere sempre un punto 54 a portata di mano.

lunedì 1 dicembre 2008

159 - ore 16.40


... rubando un momento del tramonto dal suo angolino dei tramonti.

osservando poi, si contano:

- due balconi
- un palo della luce
- un centinaio di rami di acero
- con meno di dieci foglie
- l'angolo del cornicione di un palazzo
- un ramo di palma
- cime d'alberi del lungo torrente in lontananza
- un cielo a scurire dal basso verso l'alto così come a volte fanno i cieli

ricordando il momento invece:

- odore di vento marino e pioggia
- freddo pungente
- voci che ridono nel piazzale
- acqua che scorre

adesso mentre scrivo già però tutto è cambiato.
e un lampo dice che: sta tornando il temporale.

questo succede, nel qui e ora.

domenica 16 novembre 2008

152

le prime vere giornate fredde.
con tutto il loro repertorio di:

- aria limpidissima
- odore di mandarino, cannella, chiodi di garofano
- respiro che si fa nuvoletta
- cappelli di lana colorata
- camminate veloci
- gabbiani chiocci sugli scogli
- cioccolata calda
- prime camelie
- brine del mattino
- merli che frugano nella terra
- biscotti caldi
- vento notturno
- mani, piedi, naso gelati, eppure si sta fuori
- voglia di bianco
- libri lunghissimi
- gomitoli di lana
- cesti
- gatti che dormono
- mercatini
- andare per mostre
- scattare e guardare foto d'inverno
- gusci di conchiglie d'inverno
- da raccogliere in riva al mare dell'inverno, oppure
- camminare nel bosco che sta diventando il Maestoso Bosco d'Inverno

era ora!

martedì 21 ottobre 2008

141 - amo in autunno

amo in autunno:
- l'albero dei cachi
- il pelo dei gatti che si infoltisce
- camminare per i vicoli già avvolti nell'ombra del pomeriggio mentre sui tetti delle case c'è ancora il sole
- la sovrapposizione di stagioni, che si sente così fortemente in autunno. ovvero: estate: sorprendenti giornate caldissime. autunno: foglie gialle e pioggia. inverno: brume mattutine. primavera: gemme sui rami e bulbi che mandano le prime foglie nella terra umida
- passeggiare al crepuscolo fino alla spiaggia di prelo e lì sedermi su uno scoglio
- l'odore della cera d'api
- ricevere per posta, da lontanissimo, due libri sul collage
- il mio ombrello giallo
- il giallo ovunque in tutte le sue gradazioni
- succhiare un quadratino di cioccolato fondente puro
- il pettirosso che si ferma puntualmente su quel particolare ramo dell'ulivo fatto ad arco, e lì fa un concertino di trilli
- la zuppa di zucca
- bere infusi caldi di erbe e spezie
- sfogliare libri di fotografia
- uscire la sera in giardino per cogliere un rametto di salvia o un limone
- gli ultimi pomodori dell'orto in un cesto giallo in cucina
- studiare le mappe
- leggere storie d'autunno
- osservare i disegni delle foglie per terra
- sentire il rumore delle foglie per terra
- certi tramonti, così languidamente autunnali
- seguire il volo degli uccelli
- il legno: odore, colore, consistenza
- le bacche di rosa canina sui rami spogli della pianta madre
- raccogliere conchiglie con le mani che piano piano diventano gelide
- andare per sentieri, vecchi e nuovi
- l'odore della resina dei pini
- e quello delle alghe in decomposizione
- rientrare poi a casa
- e lì fare lunghissimi elenchi
- distribuire ovunque scatoline di piccoli insignificanti tesori
- seminare nuovi fiori
- seminare nuove erbe
- seminare biglietti scritti a mano
- seminare lettere e parole
- seminare idee
- seminare sogni
- seminare

poiché nel buio crescente dell'autunno dimorino al sicuro i segreti e le promesse della primavera.

mercoledì 13 agosto 2008

113 - adoro in estate


- gli asciugamani del mare appesi alle finestre
- le donne che si fanno aria col ventaglio
- le mani abbronzate (più di ogni altra parte del corpo)
- i tavoli dei bar sui marciapiedi e nelle piazze
- andare al mare quando sta per piovere
- le finestre illuminate e aperte fino a tarda sera
- il vento e l'ombra al pomeriggio in via marsala
- le bancarelle dei libri sul lungomare
- l'infuso di menta fresca con latte di mandorla
- le bandierine delle feste rionali
- il silenzio della via la domenica pomeriggio
- intrecciarmi i capelli
- il rumore e la forma delle gocce di pioggia (delle rare piogge) sulle tende aperte
- quando ballano sulla collina sant'agostino e sento folate di musica che scende
- i tre vecchi seduti sotto un pitosforo al mattino sulla strada per la cantoniera
- il maestrale
- la mia ombra sul fondo del mare
- la granita al caffè
- il suono dei mobiles appesi all'aperto che sento la notte
- uscire nel primo pomeriggio quando il sole acceca e per strada non c'è nessuno
- rimanere a casa e sentire la mia vicina che bagna l'orto mentre nasce "la prima stella"

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