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venerdì 12 aprile 2013

675 - Pezzi di casa trovati per strada

Tra le mie più insolite collezioni c'è quella dei Pezzi di casa trovati per strada.
Avete mai notato, camminando - specie sui sentieri di campagna - brillare - in mezzo al breccino, incastonati in una zolla, tra l'erba - dei piccoli frammenti colorati? Fateci caso, ce ne sono decine. Non ho idea di come siano finiti lì, sui sentieri più disparati. Ogni volta che ne vedo uno non posso non chinarmi ad osservarlo con attenzione. Più o meno consumati, a volte si intuiscono frammenti di decori sbiaditi. Ogni volta non posso fare a meno di chiedermi da dove vengano, se davvero da una casa: - eri la mattonella di una cucina? un pezzo di pavimento nella camera di una ragazza? eri una ciotola? - domando loro. Non mi rispondono, lasciando aperti tutti i miei interrogativi. Da tempo, come per una sorta di catalogazione, li fotografo. Ho interi archivi di Pezzi di casa trovati per strada.  Mi piace riguardarli, ricordo quasi sempre dove ho scattato le varie immagini. A volte poi ne compongo collage. Come questo che lascio qui oggi. Come per una sorta di tributo al piccolo mistero che ognuno di questi frammenti porta con sè.


(Sì, immagino pensino sia piuttosto stramba, quei pochi che mi vedono mentre li fotografo ;))


lunedì 10 dicembre 2012

654 - la notte, le ombre. i Krampus...





il buio sale dal basso, come venisse dalle profondità  della terra.
mi piace vedere la notte che si arrampica sul crinale.
mi piace il momento in cui metà mondo è scuro, metà illuminato.
gli ultimi a essere raggiunti sono le cime dei monti e i rami più alti degli alberi, mentre la brezza del crepuscolo attraversa il bosco e gli uccelli lanciano grida stridule, quelle che annunciano la notte che arriva.
sono notti lunghissime queste dell'anno. notti in cui assieme a ombre e oscurità, dal profondo della terra, escono i Krampus... brrr.
meglio scappare dal bosco, buttarsi giù per i sentieri scoscesi, arrivare trafelati a casa. chiudere l'uscio a quattro mandate.
i krampus fuori a fare le loro mattane. e noi dentro a bere cioccolata bollente ;)

***

buone lunghe serate a voi.
e se mentre accanto al fuoco o sotto una coperta, sorseggiando infusi o cioccolato, sentite un campanaccio agitarsi là fuori, sapete di chi si tratta.

sabato 30 maggio 2009

238 - mondi perduti o dimenticati

ogni tanto torna l'argomento dei mondi perduti o dimenticati.
è facile incontrarli durante le passeggiate.
mi piace per un momento prendermi cura di loro.

il mondo dimenticato dell'indicazione di una dimora.
si intravede ormai a stento la scritta villino, posta su un cippo in mezzo ai rovi.
ma guardandomi poi attorno il villino non sono riuscita a scorgerlo.
penso a chi quelle lettere le ha scolpite, a chi le ha commissionate, a chi tornando a casa le trovava in attesa.
muschi e licheni ora le accompagnano, e da chissà quanti anni conoscono solo pioggia, vento, sole.


il mondo perduto di un parco.
non si vede dal sentiero.
l'ho fotografato sporgendo la fotocamera dall'alto di una vetusta porta in ferro verde: ero curiosa, pensavo al di là vi fosse una casa.
invece no, la casa sarà ancora oltre il viale d'ingresso.
qui solo luce che filtra dai rami intrecciati di alberi antichi.
sulla sinistra si intravede l'incavo dove probabilmente era posta una statua.
sul piazzale un tappeto di foglie.


il mondo di un cancello arrugginito.
qui il mistero è ancora più fitto, perché oltre il cancello non vi è neanche segno di un viale.
né di casa, né di sentiero, né di piazzale abbandonato.
ma solo di intrigo di rovi, alberi fitti, e erba alta.
un cancello che non conduce più in nessun luogo.


sul muro si arrampica un'edera.

mercoledì 4 giugno 2008

93 - mondi perduti o dimenticati

mi piace sostare sull'orlo di microcosmi che di rado vengono presi in considerazione. mondi perduti, mondi dimenticati, ma con una loro dignità che proviene dal loro passato, dalla loro utilià, o forse semplicemente dal fatto che esistono per se stessi.

il mondo sul fondo di un fossato di raccolta acque al limitare del bosco.
laggiù è oscuro, profondo, freddo.
sostano poche foglie secche in attesa di essere trascinate dalla prossima pioggia.


il mondo in cima a un muro di cinta.
ho sporto la macchina senza sapere cosa ci fosse.
ha visto lei per me.

il mondo di un cancello dal quale non passa più nessuno.
qualcuno con cura aveva tinto il suo rosa in due toni.


il mondo di un nano sassofonista posto all'inizio di un viottolo.
protettore scrostato di ogni viandante canterino.

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