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venerdì 12 ottobre 2018

810 - Dipingo la tua anima - nuovo progetto di dipinti su commissione

Se questo progetto avesse un sottotitolo, potrebbe essere: "Quando i mondi fluttuanti ti ricordano chi sei".

Eravamo rimaste, con l'ultimo post, alla mia recente trasformazione - ancora tutta in divenire, e dunque in continua sperimentazione.

Proprio in una delle fasi di questa sperimentazione, il fluido mondo, i colori e le forme delle notizie dei mondi fluttuanti, si sono inseriti in forme conosciute. E qual è, tra le forme, la più conosciuta?
Il nostro corpo. Il nostro viso.


Se i mondi fluttuanti ci portano notizie, mi sono detta, quali potevano essere, tra le più interessanti, se non quelle provenienti dalla nostra interiorità?
Proprio questo ho sentito guardando queste silhouette così vibranti di vita.
Qualcosa, da dentro, stava emergendo nel fuori, e si disegnava sulla pelle, in continua fluttuazione e movimento. Qualcosa di vitale, vibrante. Come se, potendo vedere attraverso di noi, potessimo chiaramente vedere la nostra vita interiore. Il nostro essere.
La nostra anima?


Il significato e il senso della parola anima, vengono dalla fusione di molte lingue;  tutte in loro portano  la radice an (spirare, soffiare):

ἄνεμος (anemos), greco = vento
anima animus, latino = soffio vitale
atman, sanscrito = alito
anan, gotico = alitare

Possiamo così osservare come l'anima sia universalmente collegata all'idea di respiro. Un respiro che, dal primo della nascita all'ultimo della morte, di continuo ci attraversa, portando a noi notizie dal mondo quando inspiriamo, portandone al mondo di noi quando espiriamo.

Tutto respira. La terra, le stagioni, i fiori, le piante. I pesci in acqua respirano. Gli alberi, gli animali. Le stelle, le galassie. L'universo intero. Tutto respira. Tutto ha un'anima.

Ed è, quello di anima/respiro, un concetto trasversale che attraversa ogni religione e molte delle scienze umane, dall'antropologia alla filosofia.

Ogni popolo e civiltà vi ha trovato un significato fondante. Così come ogni uomo o donna, secondo le loro identità, formazioni, appartenenze, o libertà, vi trovano il loro.


È proprio di questi concetti universali che si permea il mio progetto, staccandosi e allo stesso tempo unendosi a ogni religione, come anche a un senso di religiosità personale, come, ancora, al semplice respiro di ognuno di noi.

L'idea di portare fino a voi questo progetto, tornando, seppure per un periodo limitato nel tempo, a lavorare su commissione, è nato dalla richiesta che qualcuna mi ha fatto dopo aver visto queste prime immagini nate puramente dalla mia fantasia. La richiesta era: puoi farne una per me?

Non ho risposto subito, ho preso tempo, ho lasciato sedimentare, e poi ho risposto: sì, posso. E sarà un piacere, e un onore farmi tramite tra la tua anima e te.

Ed eccomi così a offrirlo oggi a tutte voi, sotto forma di progetto limitato nel tempo di questo autunno 2018.

Otto giorni per prenotare il dipinto della propria anima: da oggi, Venerdì 12 Ottobre, a Sabato 20 Ottobre 2018.

Non potrò realizzarne molti, perché voglio terminarli e consegnarli entro la fine di Novembre. Una decina in tutto.

Una decina di bellissime anime per chi abbia adesso l'immediato desiderio di avere un contatto diretto con la sua.



"Sei pronta a raggiungermi? Mettiti in viaggio. Ti aspetto"

Sul mio sito tutte le indicazioni pratiche.

E alla prossima :)


domenica 25 marzo 2018

808 - Notizie dal mondo fluttuante - cronaca di un cambiamento

Da mesi, in questo blog, sto parlando di cambiamento.
Sapevo che in me qualcosa era in atto da molto tempo, non sapevo esattamente cosa, non sapevo come sarebbe successo. A dire il vero non sapevo neanche se sarebbe poi davvero successo, e questo forse era quello che più mi rendeva irrequieta.
A volte si sente forte l'esigenza di qualcosa di nuovo, ma per  mille motivi questo qualcosa non riesce poi a prendere forma, ad avvenire, e tutto rimane ancorato nella consuetudine.

In me il cambiamento è invece poi avvenuto davvero.
Un cambiamento stilistico importante, fondamentale direi.
Un cambiamento artistico che, certamente, va di pari passo con un cambiamento personale.

Questa lunga (ma anche breve, perché cercherò di riassumere il più possibile) cronaca  racconta come tutto è iniziato.
È infatti la cronaca della nascita del primo dipinto della nuova me, cronaca che ho già pubblicato, dividendola in più parti, sui miei profili facebook  e instagram. 
Ma sappiamo tutti come sono veloci quei mondi, dove una notizia pubblicata al mattino la sera è già vecchia.
Per questo voglio riportare tutto in questo che è un luogo della calma e delle cose che rimangono.
Sarà un lungo post, grazie se deciderete di leggerlo.
Mettetevi comode, e iniziamo.

 ***

Da dove si riprende quando tutto, del nostro modo di essere nel mondo conosciuto e che ci conosce, è cambiato? Da dove si inizia a descrivere? Beh: dall’inizio. 

Da un pomeriggio di qualche mese fa, quando dopo ore, giorni, mesi, di irrequietezza, di frustrazione, di sentirsi imprigionate in qualcosa divenuto troppo stretto di cui noi stesse siamo state artefici, quando ormai si sta facendo strada lo strisciante sentimento di lasciare tutto, in un pomeriggio assurdo di immobilità estrema (ero stata non so quante ore ferma, seduta su una sedia a guardare fuori) mi sono avvicinata al tavolo da lavoro, ho guardato il foglio che da giorni stava lì in attesa (un foglio dove avevo tracciato, potete vedere l'immagine qui sotto, una base stendendo in modo astratto pochi colori, colori che non sapevo però in nessun modo trasformare in qualcosa di davvero mio) l’ho guardato, e come se fosse improvvisamente caduto un velo l’ho visto. 

Ho capito che quei colori sparsi apparentemente a caso, con l'intenzione di farne uno sfondo, coprendoli, erano, invece, qualcosa che voleva emergere, qualcosa con una sua volontà, un mondo che da chissà quanto era lì, in attesa, e mi chiamava. Così ho preso un pastello, e ho tracciato due forme - disegnando, tracciando, facendo emergere, quello che già c’era. 
(Riuscite a vederle? In questa seconda immagine sono solo segni leggerissimi, si trasformeranno, strada facendo).
E tutto è cominciato.

Dopo aver tracciato queste prime due forme, ed essermi sorpresa da quello che vedevo, ho cercato di fare una sola cosa: non pensare.
Se in quel momento mi fossi messa a ragionare sicuramente mi sarei fermata. Spaventata, fermata, tornata indietro su strade conosciute.
Mi sono invece concentrata solo sul silenzio, sul processo, su quello che in modo naturale stava avvenendo, e guidata sempre e solo dai colori e dalle loro forme casuali, ho continuato a tracciare e far emergere ciò che già c’era, vestendo allo stesso tempo il ruolo di creatrice e di osservatrice.
Quello che vedevo nascere era qualcosa di completamente nuovo, somigliava a un mondo, un mondo di cui non avevo ancora nomi o definizioni, ma sapevo essere mio mondo, mia parte di vastissimo e inesplorato mondo, da tanto, tanto tempo...



A quel punto, di fronte a questa immagine che si stava formando quasi per sua volontà, ero tra l’euforico e l’interdetto.
Ho continuato ad andare avanti con, in quel momento, un un’unica curiosità: cosa ne avrei fatto di quella macchia rossa sistemata per orizzontale sulla parte superiore del foglio? :)
L’ho saputo quando ci sono arrivata, e il gesto, la mano, hanno fatto emergere una forma tracciata con un colore leggermente più scuro. Un fiore? Una conchiglia? La forma di un minerale? Una foglia, un fossile... Non so.
Una forma organica, come tutto ciò che le sta attorno.

Ho continuato a lavorare salendo dal basso verso l’alto (nell’esatto contrario di ciò che fino ad allora, in tutti i miei dipinti precedenti, avevo fatto), come un nuotatore che sale verso la superficie dell’acqua, spinta dalla stessa forza naturale...


Alla fine di quel pomeriggio straordinario ero di fronte ad un'immagine completamente nuova e allo stesso completamente mia. 
Ma cos’era, esattamente? Di che si trattava?
Ero sola in casa in quel momento, continuavo a guardarla sapendo che avevo varcato la soglia di un mondo nuovo, dal quale non sarei tornata indietro. Pensavo ai dipinti precedenti, ancora miei e amatissimi, ma il presente, il futuro, erano in questa direzione, che quel giorno, per sua volontà, si era manifestata.
Ciò che mi sorprendeva e mi rendeva euforica era il movimento che stava in queste forme: tendevano verso qualcosa che le attirava inesorabilmente. Fluttuavano.

"Notizie dal mondo fluttuante" - dipinto finito, nuova serie

Non sapevo però, ancora, che questo fluttuare sarebbe stato così fondamentale da dare il nome, non solo a questo primo lavoro, ma a tutta la nuova serie: notizie dal mondo fluttuante. 

La definizione è arrivata dopo un po’, quando già stavo dipingendo il secondo o il terzo di questi nuovi dipinti (attualmente sono dieci).
Mondo fluttuante, dal movimento che tutti contenevano, notizie, dal fatto che erano proprio notizie, che arrivavano da mondi altri, dal passato remoto, dal futuro lontanissimo, dal mio più profondo essere.

***

E qui potrei fermarmi, dicendo che tutto è poi continuato e sta continuando in questa direzione - che continuerò a documentare e mostrarvi.

***

Aggiungo oggi solo due cose.
La prima, che chiameremo: benedire.
Non tutti gli anni, ma spesso, da molti anni, scelgo una parola guida. Ultimamente è un fatto frequentissimo e naturale. 
Ma allora, una quindicina d'anni fa, era, almeno per me (ma tutt'ora, devo dire) per lo più un fatto personale, un piccolo rito domestico. Nel tempo ho imparato bene come funziona, so come questa parola può lavorare con noi mostrandoci tutti i suoi significati. Non sempre ne scelgo una, a volte non lo faccio, preferendo lasciare un vuoto di silenzio.
Quest’anno la parola è venuta da sola fino a me. Mi ha svegliato un giorno dicendo: adottami.
La parola, che poi è un verbo è: benedire. Intesa nel suo significato più semplice: bene dire. Dire parole buone.

Nella sua estensione diventa portare benedizioni, con ogni mezzo, in ogni modo.
Trovo estremamente significativo che, subito dopo essermi fatta scegliere da questa parola ed essermi messa a suo servizio, siano arrivati i nuovi quadri.

Infine, la seconda, che tutto conclude.
Era un sabato mattina di qualche settimana dopo, pioveva, stavo ascoltando la radio, quando ho sentito che a Roma era in corso una mostra su Hiroshige (incisore e pittore giapponese, anche detto Maestro della pioggia e della neve).
Non sapendone molto, ma subito affascinata, ho fatto ricerche, trovando tra le prime notizie questa:

"L'ukiyo-e (浮世絵 "immagine del mondo fluttuante") è un genere di stampa artistica giapponese su carta, fiorita nel periodo Edo, tra il XVII e il XX secolo”

Tutto si muove, tutto torna.

venerdì 26 gennaio 2018

806 - Condividere, o no? Più le cose della settimana, più un nuovo dipinto



Questo è il mio ultimo dipinto, finito proprio due giorni fa. 
Fa ancora parte del progetto Floral, si intitola Floral 8, misura cm 30x30, è realizzato con tecnica mista su cartone rigido telato, e lo potete trovare nel mio sito.

La mia ricerca continua e si espande. Non so ancora bene dove mi porterà e più volte mi sono chiesta se fosse giusto, buono, interessante, condividerne i passaggi. 
Chi opera nella mia stessa disciplina, qualunque sia la sua arte, il suo mezzo espressivo, penso capisca bene di cosa sto parlando. 
Da una parte abbiamo bisogno di condividere, di mostrarci, per tanti motivi, anche, detto molto sinceramente, il fatto che questo per noi è (anche) un lavoro. 
Dall’altra, c’è sempre un pudore dell’esposizione, una voglia intima di agire in silenzio, in segreto, senza mostrare. Specialmente quando, come me adesso, ci sentiamo, ci troviamo, per volontà o per forza di cose, in una fase di cambiamento, che nemmeno noi, nemmeno io, sappiamo ancora bene dove condurrà, come, in quanto tempo. 
Ci ho pensato dunque, se condividerla, o prendermi un periodo più o meno lungo di silenzio e tornare a cose fatte. Ho deciso per la prima. Almeno per il momento. 
Mostrati, mi sono detta. Mostrane le fasi, parla di come le vivi, anche nelle incertezze. Potrebbe essere utile, potrebbe interessare, magari anche ispirare. Non so, mi muovo a braccio, camminando su terreni fragili in campi nuovi, ma mi mostro così come sono, senza schermi, con le braccia aperte della sincerità.
***

Per il resto, la mia settimana è stata piuttosto quella delle cose non terminate. Mi ero data alcuni compiti (per primo: ultimare la procedura per dare inizio ad una newsletter). 
Non ne ho portato a termine nemmeno uno. Fantastico :)
Li ho spostati alla prossima, sperando di essere più proficua.
Sempre in settimana ho letto (iniziato e finito) "Bugiarda no, reticente" di Franca Valeri. Io lei la adoro, semplicemente. Però  la preferisco come attrice. Il libro, pur godibilissimo, arguto, intelligente, l'ho trovato un po' difficile, macchinoso. Forse anche perché finivo per leggerlo a tarda sera, troppo stanca per apprezzarne completamente l'acuta ironia. 

Infine: in giardino sta giungendo alla sua massima espressione la fioritura delle camelie: uno spettacolo per occhi e cuore. I merli iniziano a volare di nuovo in coppia. Le giornate sono impercettibilmente più lunghe.
Stasera farò una torta con farina di castagne e caffè.

Da qui è tutto, alla prossima.

venerdì 19 gennaio 2018

805 - Ancora sul cambiamento, la mia settimana, e un nuovo adorato dipinto

Adoro i suoi toni che vanno dal viola, al mauve, all’azzurro polvere, al lilla, e passando dal giallo arrivano al bianco, alla luce. Adoro essere stata completamente parte del processo, mentre lo creavo: libera da giudizi, libera da condizionamenti, in divenire insieme a lui.  
Sono una perfetta novità i prati mossi, vivi, sfumati, di questi nuovi dipinti. Volutamente imprecisi, per me che fino ad ora ho usato margini sempre molto netti. 
E mi rendo conto che potrei spiazzare chi mi segue da tempo e mi conosce per un certo tipo di arte e mi vede cambiare. Molto più facile sarebbe stato rimanere nel consueto, in quello che sai sicuramente apprezzato. Ma non sarei stata fedele a me stessa, e mancando a questo primo e principale patto non potrei essere fedele a nessun altro. Perdersi, vagare, cercarsi anche soffrendo, a volte significa transitare da prati selvaggi, ed è quello che sto facendo. 
Con un po’ di timore e molta fiducia nel processo e in chi mi segue.

 

Stavo parlando della mia arte e in particolare di lui, Floral #7.
Finito di dipingere ieri, fotografato stamani, appena inserito nello shop del sito.
Misura cm 39x29, è realizzato con tecnica mista (tempere acriliche, pastelli grassi, pastelli acquarellabili, penne), su carta pesante.  

***

Per il resto, la mia settimana è stata molto normale.
Ho finito di leggere il libro di cui avevo fatto cenno nel mio precedente post, che alla fine, e soprattutto proprio nel lungo finale epifanico, si è rivelato molto bello. 
Ne ho iniziato e già finito un altro, La lucina, di Antonio Moresco. È il primo libro che leggo di questo autore. Avevo dato, prima di iniziarlo, uno sguardo alle recensioni, senza approfondire troppo per non farmi influenzare, rendendomi conto che erano per lo più molto nette: capolavoro o inconcludenza illeggibile.
Per una volta io mi piazzo in mezzo. Non l'ho trovato un capolavoro, ma assolutamente nemmeno illeggibile. Anzi, il contrario. Un libro particolarissimo, affascinante, misterioso, sospeso. Per diverse sere mi è piaciuto in questo cuore d'inverno andare in quel certo paese di montagna abbandonato, e ritrovare luoghi intrisi di una forza naturale selvaggia e pregnante, dove transitano personaggi invece così eterei, esseri che non sai se esistono e in quale anfratto della realtà stanno nascosti.  
Sempre questa settimana ho acquistato un bellissimo assortimento di nuovi cartoni telati di vari formati e misure (adoro avere nuovi supporti in attesa), ho preparato un castagnaccio sublime (sono la dea dei castagnacci, se volete la ricetta fatemi un fischio), e una mattina, cosa rara per me, sono andata al mercato settimanale, che qui si svolge sul lungomare. 
Un mercato mattiniero in un paese di mare, nel cuore di Gennaio, ha qualcosa di malinconico. Gli alberghi e i ristoranti tutti chiusi per ferie, pochi banchi, venditori infreddoliti, la merce che sventola al vento, e accanto il mare scuro e increspato di un giovedì, in inverno. Ma anche questa malinconia ha qualcosa di bello: quella bellezza delle cose poco esposte, poco esibite, intime, inconsuete. 

Bene, direi che non c'è altro da dire.
A tutte e tutti un caro saluto e alla prossima

venerdì 12 gennaio 2018

804 - Le cose della settimana e un nuovo dipinto

Vorrei inaugurare, con questo post, una rubrica che chiamerò "Le cose della settimana". Un rubrica del Venerdì, che sarà anche modo per me di fare un piccolo resoconto, assieme a voi.

Questa settimana ha piovuto quasi tutto il tempo. 
E così sono rimasta molto a casa, in perfetto stile Gennaio: giacche calde, radio3 al mattino, molti tè e infusi, libri, quaderni, block notes per schizzi e nuove idee.

Ho provato, lo sto ancora facendo, a fare una vera e buona programmazione: non ne vengo mai davvero a capo, per mia natura. Ma allo stesso tempo so quanto sia importante farla, direi fondamentale. E così ci provo, sempre. Questa volta, con l'aiuto di molte letture e alcuni strumenti, sto cercando di semplificarla il più possibile, per adattarla a me. In caso di buona riuscita, ve la illustrerò.

Sto leggendo un nuovo libro "Le cure domestiche" di Marilynne Robinson; è il secondo libro che leggo di questa scrittrice e ancora non riesco a decidere se mi piace e quanto. Ha una prosa bellissima, molto poetica, piena di immagini evocative e struggenti, però c'è qualcosa, forse nella trama, forse nei temi, forse nel modo di portarli avanti, che non mi fa aderire completamente. Sono oltre la metà di questo secondo libro, mi riservo un giudizio più deciso e preciso quando lo avrò finito.

Questa settimana ho anche buttato un quadro sul quale avevo lavorato un intero pomeriggio. Tanto per condividere anche i momenti "argh"! Dopo esserci tornata sopra più e più volte cercando di capire cosa non stava andando e di correggerlo, sono giunta alla conclusione che si trattava di un quadro irrecuperabile e tanta era in quel momento la frustrazione che l'ho buttato. Va' caro e a non rivederci.

Questa è stata la settimana in cui ho riscritto l'about del mio sito.  Risaliva ancora ai tempi in cui il mio primo sito è andato on line, il 2001. L'avevo giusto rimaneggiata qua e là, ma da un po' non mi ci sentivo più perfettamente a mio agio: nel frattempo sono cambiata io, nel frattempo è cambiato tutto l'internet, diventando via via più dettagliato e professionale.
Ho letto non so quanti articoli su come si fa una buona about page (che è la pagina più importante in un sito: lo so io per prima, essendo la prima pagina che cerco e leggo quando arrivo su un sito sconosciuto per la prima volta). Ho anche letto tantissime about page di altre creative, cercando di capire cosa mi faceva battere il cuore e cosa no.
Alla fine mi sono messa lì, e ho scritto la mia.

L'ho fatto tre volte in tre giorni. Infine l'ho pubblicata.
Non è perfetta, non è definitiva - continuerà a cambiare così come io cambio, così come cambia la mia offerta.
Quello che ci tenevo soprattutto a fare, era, più che parlare di me, parlare con voi, con chi mi legge. Spero di essere riuscita.


Questa settimana ho indossato per la prima volta una bellissima giacca blu appena acquistata e della quale sono innamoratissima.
Sto imparando anche a voler bene ad un nuovo taglio di capelli che inizialmente non mi convinceva del tutto (un normalissimo carrè). 
Una sera ho cucinato delle buonissime cotolette di sedano rapa e vorrei fare presto una torta con farina di castagne.

Infine, questa settimana ho finito il mio primo dipinto del 2018.
Sono ancora in piena fase di sperimentazione floreale, la amo, la adoro, e penso andrò avanti ancora a lungo.


Si intitola Floral #6, misura cm 39x29, è dipinto con tecnica mista su carta e lo potete trovare nel mio sito.

Adoro quel blu/verde intenso della base, così scuro, così come queste giornate d'inverno.
Ma proprio in questa oscurità sta segretamente prendendo vita ogni nuovo fiore della prossima buona stagione.


A tutte e tutti un abbraccio e alla prossima!

martedì 5 dicembre 2017

800 - Floral: nuova serie di dipinti originali

Raccontavo, qualche post fa, di come nel tempo, una voglia strisciante di cambiamento, mi abbia condotto ad alcune scelte piuttosto radicali e in continua evoluzione.

Così come è avvenuta in me una sorta di resa, si è creata l'apertura per qualcosa di nuovo e inaspettato. Una serie di dipinti che hanno visto cambiare non solo il mezzo usato (sono passata dal legno alla tela), ma anche soprattutto i soggetti, e infine la modalità, che si è fatta meno precisa, più caotica, sfumata.

Tutto è nato in modo piuttosto istintivo, come spesso mi capita - a volte con mio rammarico, in quanto vorrei essere capace di fare scelte ragionate e programmate, ma ancora non ho imparato.

Il risultato è una serie di dipinti, cinque per il momento, che sicuramente continuerà, prendendo forse ancora nuove forme, adattandosi come io mi adatto.

La serie si chiama Floral - e ulteriore cambiamento: non ho volutamente scelto per questi dipinti titoli discorsivi come fino ad ora ho sempre fatto, ma mi sono limitata ad elencarli, lasciando tutto il flusso creativo nel gesto stesso di crearli e facendo sì che il loro mondo, un mondo che fino ad ora avevo sempre espresso anche nel titolo, rimanesse invece un segreto - che si svelerà a chi saprà e vorrà leggerli.

Ve li presento con molta semplicità e il titubante orgoglio di chi sempre, in ogni momento, si ritiene semplicemente un mezzo.

Floral #1 -  cm 24x30 - tecnica mista su cartone telato
Floral #2 -  cm 24x30 - tecnica mista su cartone telato
 Floral #3 -  cm 24x30 - tecnica mista su cartone telato
 Floral #4 -  cm 20x30 - tecnica mista su cartone telato
Floral #5 -  cm 25x35 - tecnica mista su cartone telato
Mi piace che l'ottocentesimo post su questo mio blog sia dedicato tutto a loro. È accaduto per caso - ma chissà se poi il caso esiste...
(A questo proposito: con questo post, l'ottocentesimo scritto qui, lascio andare la numerazione dal titolo. Era una cosa che portavo avanti dal primo post scritto, nella mia piccola mania degli elenchi, ma penso che adesso sia ridondante e inutile che a inizio di ogni post io metta un numero, seppure è il suo numero. Dunque numerazione grazie, vai, sei libera :))


Concludo dicendo che i primi cinque Floral sono tutti disponibili nel mio sito. Vi abbraccio, sussurrando: floral is a state of mind.

martedì 31 ottobre 2017

794 - Di cambiamenti: cose che si lasciano, cose che tornano

Ci sono post che non sappiamo bene come iniziare, non sappiamo che strada prenderanno, non sappiamo quanto saranno lunghi (sicuramente troppo), sappiamo però che vanno scritti, anche se per tutti i motivi precedenti, rimandiamo da tempo.
Questo è uno di quelli. Dunque, coraggio, me lo dico da sola: Tiziana inizia.

Un nuovo corso. Il dipinto inizia con uno sfondo fatto di velature azzurre e verdi

Da molto tempo, non so se lo avete notato, faccio cenni sui cambiamenti; ne parlo vagamente, sia qui nel blog, che tramite gli altri miei canali facebook e instagram.

Cambiare è un evento naturale; nella vita, ne attraversiamo continuamente di cambiamenti piccoli e grandi. Si cambia così come si cresce; cambiare è, non solo naturale, ma necessario per adattarci agli eventi e, anche, semplicemente come specie, per sopravvivere.

Allo stesso tempo siamo animali che si adattano spesso molto bene in situazioni che piano piano diventano comode, che magari abbiamo costruito con tempo e fatica creando qualcosa di non solo bello per noi, ma anche apprezzato dagli altri, da chi ha imparato a conoscerci e amarci in un certo modo.

Per questo, la sola idea di cambiare è una di quelle che spesso più spaventa.

Ma la vita è il più delle volte quello che succede nel tempo che passa, e dunque, nonostante ciò che abbiamo costruito, nonostante sia comodo e piacevole, accade che a un certo punto cominci a starci stretto, e a essere talmente liso qua e là da disfarsi, rompersi.

Questo è quello che mi è successo negli ultimi anni, come vita, e conseguentemente come lavoro - che nel mio caso è espressione principale di chi sono, cosa penso, come vivo.

Ho perso importanti, anzi fondamentali punti di riferimento, e,  superando  la boa dei cinquant'anni sono entrata in un'età in cui il corpo stesso comincia a cambiare: i capelli si riempiono di fili d'argento, il viso mostra i primi segni da scrutare con curiosità e affetto, e per quanto ancora agile, il corpo si stanca con più facilità e chiede tempi diversi.

Perde, in questa seconda età, per molti, per me sicuramente, importanza gran parte della nostra esteriorità, acquistandone tanto di più, e ogni giorno che passa sempre di più, il lato interiore. Diventiamo più essenziali, centrate - parlo sempre al femminile perché mi sento molto identificata col mio sesso. Cambia il modo di vestire, il modo di truccarsi - sempre se lo facevamo, e molto spesso, in questo caso, può capitare che si smetta del tutto.
Insomma, cambia molto del nostro modo di essere, molto di ciò che eravamo state fino a quel momento.
O almeno per me così è stato.
Sono, quasi involontariamente, quasi senza accorgermene, cambiata.
Così tanto che a volte stento a riconoscermi in vecchi scritti o, e qui arriviamo al punto principale di questo post, in vecchi disegni, dipinti, illustrazioni.

Li guardo, so che sono mie immagini e dunque emanazioni del mio essere, provo verso di loro affetto e gratitudine, ma non mi ci riconosco per come sono adesso. Non più.

Da ciò, è scaturito un primo lavoro di pulizia innanzitutto nel mio sito. Un lavoro di selezione, tutt'ora in corso, col quale sto lasciando solo quello che sento mi rappresenta ancora.

Sempre parlando della mia attività, che sta ormai girando la boa dei ventidue anni continuativi, tutto era iniziato, appunto ventidue anni fa, in modo un po' improvvisato e se vogliamo rocambolesco.

In poco tempo avevo lasciato un lavoro da dipendente, e mi ero ritrovata a intraprendere il sogno di una vita senza però avere alcuna nozione di come si costruisce un'attività professionale e senza che allora ci fossero figure capaci di seguirmi e supportarmi.
Non c'era ancora nemmeno internet, o almeno non era nella mia vita.
E quando poi, nel giro di qualche anno è arrivato e ha dato la vera svolta a tutta la mia attività, era comunque un internet che io, ma un po' tutti devo dire, usavamo in modo naif, seguendo impulsi e buon senso così come sembrava meglio.

Ho costruito il mio primo sito da sola, ho iniziato a scrivere questo blog quando ancora i blog erano una rarità, e l'unico social media assieme ai forum.

Non avevo programmi, non avevo calendari editoriali, non avevo nessuna nozione di marketing, tutto era per me, lo dico: casuale.

Il dipinto prosegue con un primo abbozzo di fiori

E, casualmente, ma penso anche molto puntualmente e fortunatamente, sono subito entrate nella mia vita lavorativa due forme di attività che mi hanno aiutato moltissimo a crescere e farmi conoscere: l'illustrazione e i dipinti realizati su commissione.

Ricordo benissimo il primo quadro che mi è stato richiesto su misura, come anche ricordo benissimo il primo libro illustrato. Ricordo la gratitudine, lo stupore, e il senso di responsabilità che avevo provato, e che, nel tempo, sono andati via via crescendo.

Ho realizzato su richiesta decine e decine di quadri, dipingendo in ognuno una piccola storia, ogni volta mettendomi in contatto profondo con coloro cui il quadro era destinato.
Allo stesso  modo ho illustrato decine di libri, andando avanti con queste due attività, parallelamente alla mia principale di pittrice e quella saltuaria di autrice, per molti anni.

E poi è successo che ho iniziato a cambiare...
E alcuni degli abiti lavorativi che avevo indossato fino a quel momento hanno cominciato a non essere più abiti nei quali stavo completamente a mio agio.

La prima sensazione di scomodità l'ho provata con l'illustrazone.
Già quando ho scritto La strada di Miro, il mio secondo libro come autrice,  avevo fortemente voluto che a illustrarlo fosse qualcuno che non ero io. E questo era, principalmente per me, un messaggio molto chiaro!

Nel periodo successivo, mi sono ritrovata a declinare offerte di lavoro che mi erano arrivate, perché sentivo che in quel settore non stavo più così comoda. Non è stato facile, ci ho molto pensato, fino a che sono arrivata a dire, prima a me stessa, e poi a chi mi consultava per una proposta editoriale che no, di illustrazione non mi occupavo più.

Ma questa è la prima volta che lo dico pubblicamente.
Di illustrazione non mi occupo più.
O meglio, quello che ho lasciato è proprio il libro illustrato, il progetto completo.

Lascio ancora aperta una porta per qualche eventuale progetto di brevissima durata, come una copertina o un manifesto, ma molto difficilmente illustrerò un intero libro.

Sto proprio in questi giorni ultimando un lavoro, proprio come illustratrice, per Petra Thorn, l'autrice tedesca con la quale ho collaborato per ben quattro libri - questo è il quinto assieme.
Sto ultimando le tavole con la consapevolezza che saranno le ultime per me.
E quello che provo è un sentimento di leggerezza, le saluto come vecchie amiche con le quali ho condiviso un lungo tratto di strada, una strada che finisce qui.
Fiù... l'ho detto :)

Ancora fiori...

Ma quello che sto per dire adesso, che mi costerà ancora di più e sul quale ho rimuginato molto, molto a lungo, è che la settimana scorsa ho ultimato, confezionato e spedito quello che probabilmente, almeno per un lungo periodo, sarà il mio ultimo dipinto su commissione.

Anche questo è un abito nel quale al momento non mi sento più comoda, qualcosa da lasciare andare per fare spazio ad altro.

Non li ho mai contati, forse un giorno lo farò, ma penso di aver dipinto più di cento quadri su richiesta - ma anzi, sicuramente molti di più.
L'ho fatto ogni volta con gioia, con la gratitudine di essere stata scelta e soprattutto con un profondo senso di connessione con il destinatario del quadro.
Tutto questo ha avuto per me un senso immenso, e di ognuno di questi dipinti ricordo tutto: le storie che mi sono state affidate, il momento in cui si traducevano in colori, ogni pennellata data e ognuna delle parole che mi sono state dette quando il quadro è stato mostrato e consegnato. Sono stati momenti unici e preziosi che conserverò sempre con grande cura.

Ma quello che in questo momento sento di voler e dunque dover fare è altro.
Come sto scendendo sempre di più all'interno di me stessa, così ho bisogno di tornare a una pittura che sia solo ed esclusivamente mia, alla ricerca, allo sperimentare nuove forme, con nuovi mezzi.

Non so dove mi porterà questo percorso. So solo che dopo anni in cui sentivo una sorta di inquietudine - che deve essere la stessa che provano i rettili quando cambiano pelle o gli uccelli quando emigrano - adesso sento di aver fatto quello che dovevo fare e di aver aperto una nuova stanza piena di luce nella quale, in silenzio, con calma, centratura e determinazione provare a fare altro. Andare avanti. Crescere come artista.

Quello che vedete dunque oggi, del quale, tra tutte queste parole vi mostro le principali fasi di lavorazione, è il primo dipinto di un nuovo ciclo.

Era molto che volevo farlo.
Era molto che volevo parlarvene.
Finalmente sono riuscita a realizzare entrambe le cose.

 È il momento di concentrarsi sui dettagli

E ora passiamo alla seconda fase di questo mio lungo racconto personale.

Alcune cose vanno, altre tornano.
E torneranno proprio qui nel blog.

Ne avevo molta voglia, è dunque con immenso piacere l'annuncio che stanno tornando le interviste di Perché a me piace.

Sono così entusiasta al pensiero!
Per questa prima tranche autunnale ho contattato alcune donne che io letteralmente adoro, che svolgono attività interessantissime, e che, per come lo fanno, sono per me di grande esempio e ispirazione.

Con molta generosità hanno accettato di rispondere alle mie domande, nel corso dei prossimi giorni ve le proporrò una ad una.

Non vedo l'ora!

Vorrei che questa rubrica potesse crescere sempre di più nel tempo, ho per lei grandi progetti.
Stay tuned, come si dice :)


Circondato da alcune delle sue prove colore, ecco il dipinto terminato


Bene direi che ce l'ho fatta ad arrivare alla fine di questa lunga seduta di psicoanalisi pubblica.
Ci siete ancora?
Se sì battete un colpo!

Ho bisogno del vostro feedback, siete per me fondamentali.
Vi ho veramente aperto cuore e anima, con sincera autenticià.
Ditemi cosa ne pensate, sia commentando qui sotto, che, se preferite facendolo su facebook dove condividerò. 

Mi piacerebbe poi, tantissimo, se in tutto questo post in cui ho parlato solo di me voi abbiate potuto trovare spunti per voi.

La condivisione dei nostri percorsi è un grande aiuto per tutte noi, me per prima che molto spesso mi nutro delle parole e delle esperienze di altre.

E quello dei cambiamenti è un argomento che mi sta molto a cuore, perché per me, la prima legge della vita, penso possa riassumersi in una frase di cinque parole: rimani fedele a te stessa.

Ed eccolo un primo piano: si intitola Floralia


























P.s.
Tutto ciò che ho scritto oggi, ha valore per ora, per questo momento, per questa fase della mia vita. L'argomento non è i cambiamenti? È dunque possibile che io cambi ancora e che possano tornare, seppure in nuovi modi e forme, entrambi i settori che sto lasciando ora. 
Tutto si muove, tutto passa, tutto torna, tutto cambia.


domenica 30 luglio 2017

792 - You're an All Star - il dipinto per Ilaria

Ieri Ilaria ha compiuto diciotto anni. La mamma mi aveva contattato da tempo, molto tempo, forse due anni, per farle un regalo che potesse rappresentarla in questo momento e che potesse essere assieme un legame tra passato e futuro. Ci siamo scambiate molti messaggi e alla fine, pur non sapendo niente di questa sorpresa, la stessa Ilaria ha scritto qualcosa che mi ha dato di lei un'immagine ancora più completa. Lo ha fatto scrivendo un elenco delle cose che più ama, che solo leggendolo, accende tutte le stelle del cielo. Da tutte queste ispirazioni, poi, qui, nel silenzio concentrato del mio studio, è nato il dipinto per lei.


È un quadro pieno di simboli che rimandano alla sua vita e al suo mondo, ma soprattutto è un quadro pieno di lei. Così pieno che non riesce a contenerla, il dipinto esce dalla tavola continua fuori, nel mondo che Ilaria stessa, presente, concentrata, attenta, crea!

Il suo titolo è You're an All Star. È anche il titolo della sua canzone preferita, che non conoscevo, ma è stata parte delle mie guide durante il periodo in cui ho lavorato al quadro.


***

You're an All Star è dipinto, con tecnica mista su una tavola di legno di pioppo della misura di cm 40x30. I motivi dell'abito riprendono il colore e i ricami del vero abito indossato per la sua festa. Tutto quello che appare nei suoi meravigliosi capelli ha preciso motivo di essere proprio dove è stato posizionato. E Ilaria abbraccia il mondo, che la abbraccia. 
Il dipinto, tenuto segreto fino a ieri, oggi può essere finalmente mostrato.
Lo trovate anche nel mio sito, nella pagina dei dipinti su commissione.

*** 

Auguri Ilaria! You're an All Star, e il mondo è tuo!

sabato 22 luglio 2017

791 - Insieme: il dipinto per Etika, Cristian e Tabatha

Qualche giorno fa ho dedicato un post alle persone splendide che acquistano arte.
Caterina è una di loro.

***

Ma facciamo un passo indietro (o avanti, o di lato :)), e arriviamo a oggi.
Oggi Erika e Cristian si sposano.
E Caterina, una delle loro più care amiche (meravigliosa allevatrice di falchi! ♡), ha scelto un regalo speciale, qualcosa che possa rimanere per sempre portando con sé la luce e la magia di questa estate per loro così straordinaria. 

È sempre un compito gratificante e di grande responsabilità realizzare qualcosa che è stato chiesto con tanto amore. Ma ogni volta che mi metto a fare il quadro, questo nasce quasi da solo, ovvero, l'atmosfera che si crea, si crea quasi indipendentemente dalla mia volontà, come se il quadro sapesse bene a chi è destinato e mi guidasse nella sua realizzazione.

E qui ci sono Erika, Cristian, la loro cagnolina Tabatha, in una sera d'estate. 
Felici. 
Insieme.


Insieme è proprio il fulcro, il significato profondo del quadro, diventando così il suo titolo. 

È una parola che rappresanta un mondo - come quello che Erika sta abbracciando.

Il quadro contiene tanti simboli, tanti piccoli rimandi alla loro quotidianità e alle loro aspirazioni, ma questo saranno loro a leggerlo.


Intanto, oggi: Insieme.
E viva gli sposi ♡


***

Qualche dettaglio tecnico: il dipinto misura cm 30x40, è dipinto, con tecnica mista, su una tavola in legno (di pioppo, per la precisione) da me precedentemente trattata.
Per saperne di più su un dipinto su commissione vi invito a visitare questa pagina dove troverete le prime informazioni.

lunedì 17 luglio 2017

789 - Dedicato a chi acquista arte

Mentre nei giorni scorsi lavoravo a due dipinti (che non posso ancora mostrare poiché diventeranno regali a sorpresa per un matrimonio, e per un compleanno) pensavo, una volta di più, a quanto sia speciale chi compra arte - intesa come arte figurativa: dipinti e stampe.

Amarla è facile: a meno che non siamo persone con gusti che nettamente vanno verso altre direzioni (ho conosciuto diversi, non molti, ma qualcuno sì, che molto sinceramente affermano: non trovo nulla di interessante nel vedere un dipinto, le immagini non mi dicono molto, preferisco la musica o leggere, e tutto questo è assolutamete lecito) è difficile trovare qualcuno che proprio non ha alcun interesse nella vista di un meraviglioso dipinto del suo genere artistico preferito.
E dunque molti la amano. 
Ma non tutti vanno oltre, acquistandola.

Acquistare un abito o un accessorio, acquistare libri, oggetti per la casa, quadermi o cartoleria, buon cibo, creme e cosmetici, un corso di studio, è molto più immediato: sono tutte cose che verranno utilizzate. Con l'abito mi ci copro, se poi è bello e comodo mi ci copro con particolare piacere. La crema mi occorre perché la pelle non si screpoli. Con il fermaglio ci tengo a bada i capelli. Con il libro trascorrerò ore svagandomi, con il corso imparo.
Ma un quadro... a che mi serve, in definitiva?
È questo, a volte, il pensiero comune.

Un quadro non scalda. Non nutre. Non si indossa. 
È un bene del tutto superfluo.
Ma quanto, questo bene superfluo, può fare del bene, questo lo sanno tutti quegli esseri speciali che li acquistano.
E ci riempiono le pareti della loro casa. O semplicemente la parete della loro stanza del cuore, quella che guardano più spesso e con più naturalezza.

In questi anni ho venduto moltissimi quadri e loro riproduzioni in formato stampa.
E ormai conosco, come fosse una unica persona, chi mi scrive.
Hanno, avete, perché questo post è dedicato a voi, una delicatezza unica, una gentilezza profondamente caratterizzante.
Sapete comprendere per intero il mondo che sta in una certa atmosfera, ma ne sapete scorgere e apprezzare anche i dettagli.

Siete persone che notano quello che a molti sfugge e questo vi rende estremamente sensibili.
Non sempre siete di molte parole, anzi, può accadere facilmente il contrario. 
Ma quelle poche che usate sono così appropriate.

E quando acquistate un quadro, non è per decorare una parete - per quello ci sono tante altre tipologie di media.
Voi acquistate, per voi, o per regalarlo, un mondo. Un sogno. Una magia. 
Siete una specie rara, da proteggere.
E in questo caldo, terzo, luminoso pomeriggio di Luglio, volevo dirvelo.
E dedicarvi un intero post - che vale al passato e al futuro.

(Ho parlato al plurale, ma dietro un generico voi, c'è ogni singolo tu) 



Non potendo ancora mostrarvi i due dipinti appena terminati, mi faccio acompagnare da due delle ultime stampe partite per raggiungervi.

E da un dipnto realizzato all'inizio dello scorso inverno che ancora non vi avevo mostrato.

Questo dipinto si intitola Daughter of the moon, e l'ho realizzato lo scorso Gennaio per Silvia


Ovviamente questo post è dedicato a tutti coloro che acquistano arte in generale.
Non solo la mia.
Se poi acquistano la mia, beh... moltiplicate per un miliardo :)

***

Per chi arrivasse qui oggi per la prima volta o per chi è un po' che non passa dal mio sito, quando parlo della mia arte parlo:
dei miei dipinti originali
dei dipinti che faccio su commissione
delle stampe da loro realizzate

Spero la vostra estate stia scorrendo nel modo a voi più comodo e consono.
A tutte e tutti voi un caro saluto, e alla prossima.

lunedì 10 aprile 2017

787 - Di luce propria - Un nuovo dipinto di primavera


Negli ultimi dipinti, mi rendo conto riguardandoli e ripensandoli, è stata la luce a farmi da guida. 
Ne è riprova il fatto che, mentre elaboravo la foto di questo ultimo nato - pensando fra le altre cose al titolo da dargli - mi sono sentita fare toc toc sulla spalla, e una vocina mi ha suggerito:
Di luce propria.
***

Di luce propria è dipinto con tecnica mista su legno, misura cm 30x30, ed è disponibile sul mio sito.

giovedì 30 marzo 2017

786 - Un dipinto della primavera e la sua storia

Questo dipinto inizia da qui.
Dal significato etimologico di un passaggio stagionale. 

Equinozio di primavera. 
Dal dizionario etimologico: 
Equinozio - lat. Aequinòtium, da Equus, uguale, e Noctium, da Nòx Nòctis, notte; momento in cui il sole, passando sugli equatori, rende il giorno uguale alla notte in tutti i paesi della terra.
E ancora:
Stagione - lat. da Statio-ōnis, sosta, fermata, der. di stare fermo
E infine:
Primavera - lat. da Primus, primo, e Ver, la cui radice sembrerebbe Vas, dal sanscrito: ardere, splendere - da ricollegarsi a Vesta, dea del focolare domestico.

Non so che tipo di guida mi abbiano fatto queste parole, queste immagini archetipe, so solo che tutto è iniziato da lì.


In questa prima fase di lavorazione, potete osservare solo il tenue colore del cielo, le campiture delle case e un abbozzo di alberi e arbusti. Nei colori, nelle forme, nell'atmosfera, volevo un dipinto che evocasse pace, calma, equilibrio. Non mi ero creata una particolare palette di colori, avevo solo in mente qualcosa di tenue e avvolgente, qualcosa che ho seguito facendomi guidare da tonalità sfumate di rosa, grigio, verde, giallo senape - tutto mescolato ad una punta di bianco avorio per rendere i colori meno brillanti.


In questa seconda fase, riempite tutte le campiture del quadro, ho continuato il procedimento, come sempre faccio, venendo in avanti.
Ho creato il foliage di alberi e arbusti: osservando l'immagine potete notare la differenza tra gli arbusti già riempiti (i quattro in basso sul davanti) e quelli su cui devo ancora intervenire, che si presentano ancora con una base verde uniforme.
E anche il lavoro su quelli già riempiti non è ancora terminato: occuperà tutta l'ultima fase della lavorazione, quando mi dedicherò a sfumature e definizioni.


Dopo essermi dedicata alla foliazione e fioritura di tutte le piante e gli alberi in basso e alla sinistra del dipinto, ho completato il poco che rimaneva sulla destra.
Questo è solo un lavoro intermedio, poiché ci torno poi sempre sopra nella fase finale per definire/togliere/aggiungere/calibrare/ombreggiare/sfumare.
Costruire un dipinto è anche, e forse soprattutto, una questione di equilibri: la relazione tra gli spazi riempiti e quelli che rimarranno vuoti, quella tra le zone in ombra e quelle in luce, come l'alternanza di colori che virano più al caldo e quelli che tendono al freddo, etc.
Per me tutto questo, adesso, è puramente un fatto istintivo, naturale: dopo più di venti anni di lavoro continuativo non è più una questione di regole (che ci sono, e inizialmente sono di grande aiuto) ma di osservazione, e di sentire proprio il quadro nelle mani.


Ed ecco il dipinto finito.
Tutto è compiuto, ogni pianta ha avuto foglie e fiori in un gioco di equilibri, di chiari e scuri, di caldo e freddo, come vi ho raccontato nelle foto precedenti.
E così ci sono queste case, c'è un giardino incantato che le avvolge e le protegge, pieno di canti di uccelli, di un leggero stormire di fronde, del profumo dei fiori e delle foglie nuove.
E c'è un giorno speciale nel quale tutto è fermato nel suo perfetto equilibrio, e proprio in onore a questo equilibrio, ai giorni in cui il quadro è stato realizzato, e all'atmosfera di attesa che porta con sé, il suo titolo è - non poteva essere altrimenti che:
Equinozio di primavera.

E qui con l'andamento circolare che tanto mi piace si chiude il cerchio tornando alle frasi con cui tutto era iniziato. 
Dal dizionario etimologico: Equinozio - lat. Aequinòtium, da Equus, uguale, e Noctium, da Nòx Nòctis, notte; momento in cui il sole, passando sugli equatori, rende il giorno uguale alla notte in tutti i paesi della terra.


*** 

Equinozio di primavera è stato dipinto su legno con tecnica mista e misura cm 40x40.
È disponibile per le vostre case nel mio sito, sia come dipinto originale che in formato stampa.

***

Non è facile raccontare il procedimento mentale e fisico di un dipinto, mi piace molto farlo, ma ho sempre il dubbio di non riuscire a dire tutto o a farmi capire. Ma forse non è nemmeno così necessario, no?
Ogni dipinto è unico per chi lo osserva e parla ad ogni mente, ad ogni cuore, ad ogni anima, in modo diverso, raccontando ad ognuno la sua stessa storia.

martedì 7 marzo 2017

784 - Nuovo anno, nuovi dipinti

Buongiorno e bentrovati a tutte e tutti voi che mi seguite!

L'inverno ci sta lasciando, il sole caldo di oggi, i fiori nuovi, il verde tenue delle primissime foglie, tutto ormai sta annunciando la nuova imminente stagione.
Come state trascorrendo questo periodo? Che novità vi sta portando?

Vi racconto un po' di me.
Le mie giornate scorrono nella solita consuetudine, tra lavoro, passeggiate, osservazioni, letture, nuove idee da sperimentare e verificare. 
Non so se vi avevo raccontato che ho aperto un account anche su Instagram: mi trovate come @tizianarinaldiart

La gestione dei social in effetti si sta facendo, per chi lavora soprattutto in rete, sempre più articolata e vasta. Sono stata molto indecisa su quanto fosse il caso di iniziare a gestirne uno in più - già ho il sito, facebook, pinterest: aggiungerne un altro? Come avrei potuto gestirlo? 

Come sempre ho deciso un po' istintivamente, mi sono iscritta, ho iniziato a postare immagini un po' a caso, mi sono fatta rapire e incantare da profili meravigliosi che ho iniziato a seguire, poi, per fortuna, mi è venuto incontro il manuale scritto da Rita Bellati (se non la conoscete vi consiglio proprio di iniziare da lì, dal suo account Instagram, un luogo di bellezza, poesia, incanto),  che mi ha chiarito e mi sta chiarendo ancora le idee e mi sta aiutando a districarmi fra hastag, continuità, atmosfere, ma soprattutto mi sta aiutando a capire che storia voglio narrare lì e che direzione prendere.
Si intitola Instagram secondo Mys.cottage  e se non lo conoscete e siete interessati all'argomento  non posso che consigliarvelo caldamente.

Tornando a noi e a questo blog, come avrete certamente notato, anche perché lo sto ripetendo ormai da mesi, non riesco ad esser continua nel postare, proprio per questo allargamento di media su cui sono presente.
Mi sono chiesta più volte se l'idea di blog, in un mondo web sempre più veloce, non fosse ormai superata, se non fosse arrivato il momento di chiuderlo e proseguire attraverso mezzi più semplici, immediati, meno discorsivi.

Però vedo che quando voglio cercare di approfondire qualcosa è qui che torno, e dunque mi sono detta che, seppure aggiornandolo in modo discontinuo, quando ho davvero qualcosa da dire, da condividere, da comunicare, io vorrei continuare questa storia con chi ha ancora voglia e desiderio di seguirmi.

Cambiando discorso, ho letto ultimamente dei libri che mi sono piaciuti tanto, ne cito oggi due su tutti: Un'eredità di avorio e ambra di Edmund De Waal, la storia di una collezione e della famiglia alla quale è appartenuta che si snoda attraverso due secoli, una lettura bellissima e struggente, e Canto della pianura di Kent Haruf che narra invece il semplice scorrere dei giorni per alcuni abitanti di una cittadina del Midwest americano, e lo fa con una prosa poetica bellissima, con un sentimento di profonda comprensione umana, rendendolo proprio canto, un canto leggero e profondo allo stesso tempo.

E infine veniamo al mio lavoro.
Ho iniziato l'anno con la voglia e l'intento preciso di tornare su alcuni dei miei temi principali e approfondirli. Ho voglia di grandi tavole colorate, di case, fiori, di piccoli mondi luminosi. Con questo intento ho realizzato:

Un giorno di sole


Verso casa



Rimani

Quasi sempre li racconto, i miei quadri. 
Questa volta vorrei che a parlare fossero solo le immagini, e quello che, per ognuno di noi, possono evocare.
Ognuno vive, qualsiasi cosa - evento, lettura, brano musicale, immagine - in modo assolutamente soggettivo. Per ognuno di noi dunque, una stessa immagine, sarà diversa nella percezione, così come il nostro vissuto è.

Aggiungo solo che, il mio intento è quello di raccontare, con ogni mio quadro, un'intera piccola storia. Spero di essere riuscita (anche questa volta) e che queste storie possano in qualche sottile modo essere raccontate, dal quadro stesso, a chi le osserva.

Di ogni dipinto potrete trovare, nel mio sito, misure, tecnica di esecuzione e prezzo. 
Tutti e tre sono infatti disponibili per un acquisto, non vedono anzi l'ora di trovare il loro posto in quella che da sempre, da prima ancora che io li dipingessi, è la loro casa.

Direi che per oggi posso fermarmi qui, a tutte e tutti voi una buona continuazione di giorni, un abbraccio, e alla prossima!

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