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venerdì 23 gennaio 2015

742 - Cose che succedono tra un anno e l'altro: i giorni più brevi




Passeggiando tra Dicembre e Gennaio è facile e piacevole essere sorpresi dal buio già a metà pomeriggio.



E passare di fronte alle case è - molto più che nelle giornate piene di luce dell'estate - passare di fronte alle "vite degli altri".

lunedì 10 dicembre 2012

654 - la notte, le ombre. i Krampus...





il buio sale dal basso, come venisse dalle profondità  della terra.
mi piace vedere la notte che si arrampica sul crinale.
mi piace il momento in cui metà mondo è scuro, metà illuminato.
gli ultimi a essere raggiunti sono le cime dei monti e i rami più alti degli alberi, mentre la brezza del crepuscolo attraversa il bosco e gli uccelli lanciano grida stridule, quelle che annunciano la notte che arriva.
sono notti lunghissime queste dell'anno. notti in cui assieme a ombre e oscurità, dal profondo della terra, escono i Krampus... brrr.
meglio scappare dal bosco, buttarsi giù per i sentieri scoscesi, arrivare trafelati a casa. chiudere l'uscio a quattro mandate.
i krampus fuori a fare le loro mattane. e noi dentro a bere cioccolata bollente ;)

***

buone lunghe serate a voi.
e se mentre accanto al fuoco o sotto una coperta, sorseggiando infusi o cioccolato, sentite un campanaccio agitarsi là fuori, sapete di chi si tratta.

mercoledì 26 gennaio 2011

485 - passeggiando nel paese fantasma










queste sono le immagini di una passeggiata, avvenuta durante uno degli ultimi pomeriggi di Dicembre, in una Capalbio gelida e deserta.
ora, dovete sapere che io, di queste foto, ho ovviamente anche la versione a colori.
e che tutti coloro che le hanno viste entrambe, a colori e in bianco e nero, hanno nettamente preferito la prima versione. più piena, più rotonda, pastosa. rassicurante.
giusto. hanno ragione.
epperò.
epperò, dopo averci tanto pensato -è giusto trascorso un mese, e le atmosfere dei pomeriggi sono già tanto cambiate...-, ho deciso di offrirvi la versione che io preferisco, ovvero questa in un bianco e nero leggermente alterato.
perché queste luci stralunate, troppo sfuocate, troppo nette, fredde, che cancellano, coprono, distorcono, sono esattamente le luci che mi rendono l'atmosfera che io ho percepito quel giorno, in quelle ore, tra quelle strade vuote.

aveva piovuto tutto il giorno, e solo nel tardo pomeriggio si erano aperti dei varchi di sereno.
il selciato manteneva odore e tracce di pioggia.
i boschi attorno fremevano di un silenzio selvaggio e oscuro.
il buio -e non erano forse neanche le cinque- era totale.
un fiato freddo di vento che cambia arrivava come dalle stelle.
e tanto era il silenzio, che tra il rumore dei passi, mi sembrava di sentire quello della polvere, del tempo.
l'atmosfera precisa e totale di un paese fantasma.
dove solo spettri si aggirano. solo spettri guardano da occhi finestre.

non è forse uno spettro questa luce improvvisa?
ha forma di cuore. forse due amanti.
che da chissà quale tempo tornano in quelle vie, quando in Dicembre cade la notte.

mercoledì 17 novembre 2010

450 - breve passaggio notturno metropolitano





non sono mai perfettamente a mio agio in ambiente cittadino.
mi piace rimanerci quelle poche ore che mi ritaglio di tanto in tanto per godere di quello che la città offre. ma la mia nascita, il mio vissuto, la mia indole, mi rendono certamente più adatta ad ambienti più misurati, ancora meglio se con un selvatico attorno, che sia fatto di acqua, aria, verde o roccia, fortemente tangibile, permeante.
indubbiamente la città ha comunque un suo sottile fascino che io trovo decadente, malinconico, solitario.
e un breve passaggio ai limiti della notte me lo fa sentire tutto. e allora provo a scattare le poche foto che mi sono consentite dal poco tempo che rimane per afferrare un treno. e provo a mettercelo tutto quel fascino fatto di solitudini e malinconie autunnali.
assieme a quello, riguardando adesso le immagini, mi affascinano le tante lune piene simulate dai lampioni.

***

buona continuazione di settimana a tutte/i voi.
siamo a mercoledì.
giorno rosso rubino, nella mia personale classifica dei giorni associati ai colori.
voi ne avete una? sono curiosa.
e il mercoledì, che colore ha?

sabato 30 ottobre 2010

441 - notti di case, case di notte


selezione tratta da le casine, piccoli collage ispirati, anche, da ciò che segue

la notte, tra le altre cose, visito case.
quasi non passa notte che io non mi trovi ad attraversarne una.
vecchie case di campagna.
enormi palazzi nel centro di qualche sconosciuta città.
antiche dimore che si trovano chissà dove.
a volte ad accompagnarmi tra le stanze è la voce (più che la presenza) di qualcuno che mi racconta la storia della casa stessa.
altre invece passo in una sorta di insipiente solitudine.
quasi sempre ci sono un'infinità di scale.
alcune mastodontiche, massicce, poste proprio al centro, fulcro e sostegno.
altre più defilate, tortuose, salgono, scendono, si incrociano con altre scale, in una specie di labirinto di gradini.
il più delle volte le case sono vuote.
ma scorgo nelle stanze le tracce di un passato che le ha viste, anche, conventi, ospedali di fortuna, istituti dove hanno dimorato bambini, enormi alberghi ottocenteschi, musei.
risuonano i passi sul pavimento mentre attraverso lunghi corridoi in penombra sui quali si aprono stanze ora fatiscenti delle quali si legge ancora il passato glorioso.
una volta ricordo di essere salita sino all'ultimo piano di un edificio enorme.
i piani bassi erano caratterizzati da buio e polvere, ma salendo la luce si era fatta sempre più forte, fino a che in cima tutto era bianco come in una foto scattata con un potentissimo flash.
tutto questo chiarore proveniva dalle numerose finestre che si aprivano su un paesaggio fatto di vuoto mare e cielo.
e la luce stessa, lei sola, caratterizzava quell'ultimo piano.
un bagliore che puliva l'aria e rendeva le piccole vecchie stanze, bellissime e invitanti.
passando da una all'altra, avevo poi trovato una porta chiusa.
l'avevo aperta con cautela. al di là, una donna accudiva un gruppo di bambini molto piccoli.
mi aveva accolto senza sorpresa, come mi aspettasse.
mi aveva raccontato poi di come tutti loro fossero stati dimenticati lassù.
e di come la vita scorresse serena proprio per via di questa dimenticanza da parte del mondo.
di come loro vivessero bene in tutta quella luce, con quel mare davanti, in quell'aria tersa come un vento di marzo.
i bambini stavano mangiando da piccole tazze bianche, come quelle di un vecchio asilo.
la donna, quieta, sapeva tutto quello che c'era da fare e lo faceva senza fretta, sorridendo.
ricordo di quella casa la sensazione di pace e di benessere che mi aveva accompagnato fino al momento di lasciarla, e un po' anche dopo.
un'altra volta, forse la più bizzarra, la casa era in una nave.
anzi, la casa era la nave stessa. che era poi un albergo.
scricchiolavano le scale quella volta, mentre salivo e scendevo, e attraversavo cunicoli che mi portavano in cucine e vecchie sale da tè con le porte fatte a oblò.
mi capita così a volte, come oggi, che mi soffermi a pensare a quante case avrò visitato.
tante. una o più per notte.
case, case su case.
nemmeno fossi un'agente immobiliare!

e voi? avete un sogno ricorrente?
(perché di quello stavo parlando, si era capito, vero? ;))


venerdì 22 ottobre 2010

437 - cose strane che accadono di notte

di notte accadono sull'isola misteriosi prodigi

la notte.
quante volte fa capolino nei miei quadri?
lo notavo proprio ieri pomeriggio, aggiungendo questo file al mio archivio.
i titoli in cui è presente la parola notte sono moltissimi.
ma la notte è presente anche in altri sottili modi.
molti dei miei dipinti, sono creati proprio durante la notte.
o ancora, sono pensati, immaginati, sognati... tutte cose che faccio molto più comodamente "quando le spine dorsali stanno tutte stese" (M. Gualtieri - Senza polvere senza peso).
sono una viaggiatrice notturna.
di notte esploro mondi, visito case (di questo magari un giorno parlerò più approfonditamente), di notte penso, prendo appunti, sbircio fuori dalle finestre, scrivo (ho il classico taccuino degli appunti notturni sul comodino).
è bellissimo ascoltare la notte. ci avete mai provato?
a volte l'impressione è quella di percepire il tempo che si muove...

***

"di notte accadono sull'isola misteriosi prodigi" (mi sovviene adesso! e quante volte appare nei miei dipinti, e non solo, l'elemento isola? meglio non pensarci o ci tiro fuori un altro papiro... ;))...
dicevamo:

"di notte accadono sull'isola misteriosi prodigi" è il mio nuovo dipinto notturno. misura cm 50 x 50, è realizzato su legno con tecnica mista e da oggi è disponibile sul mio sito, in attesa di raggiungere una delle vostre notti :)

***

qualche piccolo annuncio:

per un sacco di lavori in corso (ripensamento generale del mio sito e cose così... :)) al momento l'archivio dei dipinti non più disponibili (perché già venduti, o di mia proprietà, o altro) non è consultabile. sono visibili solamente i dipinti disponibili al momento, quelli in vendita. spero di riuscire al più presto ad ultimare il lavoro e presentarvi una nuova disposizione, articolata e completa, che spero gradirete.

per altri misteriosi motivi, sto avendo negli ultimi giorni problemi con la ricezione delle email. spero adesso sia tutto a posto, ma qualcosa è accaduto. non ho ricevuto email che mi erano state inviate, altre le sto ricevendo adesso con molto ritardo. come dicevo, al momento dovrebbe essere tutto ripristinato. ma, se doveste avermi scritto nei giorni scorsi, e non doveste vedere la mia risposta in tempi ragionevoli, è molto probabile che io non abbia ricevuto nulla... in questo caso valutate eventualmente di riscrivermi. grazie e scusate per l'inconveniente!

sto preparando alcune entusiasmanti (almeno per me!) novità. spero di presentarvele al più presto, e che vi piacciano quanto piacciono a me.

alla prossima! :)

sabato 12 giugno 2010

403 - a San Gallo che protegge il sonno

Un mio parente eremita
in cui mi identificai più che parzialmente
scrivendo il lungo poemetto "Biglia"
fu l'ultimo tuo compagno nell'auscultazione
di certi sistemi del silenzio
di certe microvocalità stellari
dentro la "celluzza sospesa sospesa sospesa
su nell'altissimo dei colli alati"

Il mio caro parente scendeva in paese
a portar nuove del vicinissimo
eppure smarrito come in binari di prospettive
Sanctus Gallus
Lo avviarono poi alla casa di riposo
giù in pianura, dalle spalle gli tolsero
il prezioso sacchetto in cui
molto egli questuando accoglieva di ciò
che è benigno nel prossimo nostro
per devolverlo a profitti senza misura
entri i celesti caveux.

Ora - Sancte Galle -
per terrazzi di sogni e soprassogni
non sempre soleggiati
ma non sempre piovosi e sdrucciolevoli
e pur sempre di nevi consapevoli
a te salgo talvolta
a te che il minimo e birichino
sonno concedi ai bambini incattiviti, ai neonati bisbetici,
che poi per tua grazia chinano il capo sul
collo della madre e sorridono
al sorriso di lei, ciascuno
come dentro la propria Ecloga Quarta,
come nel presentimento
di ogni più strabiliantissimo
e rasserenantissimo evento

S.G.: Sia il sonno in cui tu mi recuperi
delicato impossibile elegante
come l'attuale tuo modo di esistere.
(Andrea Zanzotto - da San Gal sora la sòn - in Idioma)

buonanotte...

venerdì 4 giugno 2010

400 - dedicato alla luna

quattrocentesimo post!
chi l'avrebbe detto (che sarei arrivata tanto avanti!).
e io questo bel numero tondo lo voglio dedicare alla luna.
con la seconda parte dei suoi nomi.
perché se le lune del mese hanno un nome, questo caratterizza anche ogni luna dell'anno.
in modo poetico ed evocativo.
leggeteli, ascoltateli... e mi saprete dire se non è così.
prima di iniziare una piccola nota: le lunazioni iniziano sempre con la luna nuova di marzo.
quindi il primo nome corrisponde alla luna di marzo.
andando avanti con ritmo lunare, seguono tutte le altre.
prima lunazione: di primavera.
seconda lunazione: della foresta.
terza lunazione: dell'opulenza.
quarta lunazione: delle praterie.
quinta lunazione: d'oro e d'argento.
sesta lunazione: del sole.
settima lunazione: degli aromi.
ottava lunazione: del fuoco.
nona lunazione: delle braccia tese.
decima lunazione: dell'alchimia.
undicesima lunazione: del sonno.
dodicesima lunazione: del sogno.
tredicesima lunazione: dell'occhio che si chiude.
... e il ciclo ricomincia...
non voglio dilungarmi oltre con la descrizione del significato di questi nomi.
vengono dalla tradizione popolare, e il bello, potrebbe essere proprio soffermarsi su ognuno di loro, ripeterne il suono, pensare a quando cade durante l'arco dell'anno, e cercare da soli significati e assonanze.

e, con un grazie di cuore a chi mi segue dal primo, dal cinquantesimo, o dal trecentonovantanovesimo, a chi è andato, a chi è tornato, a chi ogni tanto passa, a chi arriverà, insomma a tutti voi che mi tenete compagnia qui, l'augurio di buona lunazione dell'opulenza!

martedì 25 maggio 2010

396 - i nomi della luna - prima parte

nuova, nera, o novilunio: quando è perfettamente invisibile.
piena, o plenilunio: quando è perfettamente tonda.
primo quarto o mezzaluna crescente: quando a metà tra nuova e piena si mostra illuminata a metà con la gobba volta a ponente.
ultimo quarto, o mezzaluna calante: quando a metà tra piena e nuova, si mostra illuminata a metà con la gobba volta a levante.
crescente, cornuta, silente, o falcata: tra nuova e primo quarto.
gibbosa crescente: tra primo quarto e piena.
gibbosa calante: tra piena e ultimo quarto.
rossa: è la luna di aprile.
embolismale: è la prima delle due lune che iniziano nello stesso mese (quest'anno non c'è).
prossima: quando nel ciclo mensile è più vicina alla terra.
remota: quando al contrario è più lontana.
ascendente: quando l'arco che il suo passaggio disegna, si allontana dall'orizzonte.
discendente: quando l'arco diminuisce e si avvicina all'orizzonte.

***

infine, quando il cielo è sereno, le cinque notti che precedono e seguono la luna piena illuminano le strade e il mare, portando il loro conforto a viandanti, sonnambuli, streghe e marinai.
e questa notte sarà la prima delle cinque notti luminose del mese di maggio.

si vede mica che sono un'accanita lettrice di lunari? ;)

martedì 3 novembre 2009

321 - fiori nella notte

c'è sempre qualcosa di più magico in un'immagine rubata alla notte.
come un fremito. un sussurro. un bisbiglio segreto.

buonaserata... anzi, buona notte :)

venerdì 10 ottobre 2008

135 - la notte, a volte

la notte, a volte, rimango a lavorare, nel mio piccolo spazio.
che di notte mi piace di più.
mi sembra più intimo, raccolto.
quando mi trattengo al tavolo fino a tardi, non sempre lascio la musica in sottofondo.
a volte rimango in silenzio.
ascolto la notte che arriva da fuori con i suoi rumori così... così notturni :)
e quando alla fine vado a dormire porto tutto con me.
rumori notturni, pensieri, silenzio, frammenti di immagini. e l'ultimo colore che ho usato.

venerdì 15 agosto 2008

114 - stormire


da quanto tempo non sentivo, leggevo, usavo questo verbo.
mi ci sono reimbattuta ieri sera tardi, e da allora lo ripeto, gustandomelo in un affetto ritrovato.
fare rumore leggero (detto di fronde e foglie agitate dal vento).
fremere, frusciare, sussurrare, alitare frescheggiare, gemere, palpitare.
dal francone sturmjan, tempestare.
dal tedesco sturm, assalto.
questo dicono i dizionari.
si può dunque affermare che la parola stormire mi ha teso un sussurrato assalto?
stormire, stormire.
stormire.
oggi tutto il mondo stormisce nel vento del mezz'agosto.

giovedì 21 febbraio 2008

73 - l'eclissi

mi sveglio sempre tra le tre e le quattro di notte.
quasi per un appuntamento con me stessa.
una piccola insonnia abituale, che non dura molto, forse pochi minuti, forse un'ora.
e che non mi dispiace affatto.

il più delle volte rimango immobile, in ascolto.
mi piace tanto ascoltare la notte.
sembra quasi di sentire lo scorrere del tempo.
riconosco un passo sul selciato, sento una voce che si perde in lontananza.
scricchiola un mobile in cucina.
la casa parla anch'essa, con un gemito di tubi vecchi.

per tutto un periodo mi capitò di sentire il verso di un animale che arrivava quasi fin sotto le finestre. era primavera, e non so perché mi convinsi fosse una volpe.
l'aspettavo allora, la mia volpe personale.
venne a lungo, poi all'inizio dell'estate scomparve nel buio per non tornare più.

il tocco della mezz'ora, dalla campana di san bartolomeo, qui dietro, dove inizia la collina.
un motorino.
la polvere spostata dal vento.

stanotte il mio risveglio è stato speciale.
era notte d'eclissi...

avrei voluto osservarla la nostra ombra sulla luna.
ma il cielo era coperto di nuvole.
così sono tornata sotto il piumone e l'ho immaginata, la mia eclissi.
anzi, l'ho vissuta.
mi sentivo in viaggio, su e con questo pianeta, che proprio adesso a quell'ora precisa che io ero sveglia copriva la luna di un'ombra rossa.

mi sono riaddormentata così.
in viaggio nello spazio siderale.



a volte invece mi alzo.
passeggio.
e la spio dai vetri, la notte.
riconosco le forme scure degli alberi.
delle case.

poi, dall'altra parte della strada, si accende una luce.
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