Visualizzazione post con etichetta magia delle piccole cose. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta magia delle piccole cose. Mostra tutti i post

venerdì 12 aprile 2013

675 - Pezzi di casa trovati per strada

Tra le mie più insolite collezioni c'è quella dei Pezzi di casa trovati per strada.
Avete mai notato, camminando - specie sui sentieri di campagna - brillare - in mezzo al breccino, incastonati in una zolla, tra l'erba - dei piccoli frammenti colorati? Fateci caso, ce ne sono decine. Non ho idea di come siano finiti lì, sui sentieri più disparati. Ogni volta che ne vedo uno non posso non chinarmi ad osservarlo con attenzione. Più o meno consumati, a volte si intuiscono frammenti di decori sbiaditi. Ogni volta non posso fare a meno di chiedermi da dove vengano, se davvero da una casa: - eri la mattonella di una cucina? un pezzo di pavimento nella camera di una ragazza? eri una ciotola? - domando loro. Non mi rispondono, lasciando aperti tutti i miei interrogativi. Da tempo, come per una sorta di catalogazione, li fotografo. Ho interi archivi di Pezzi di casa trovati per strada.  Mi piace riguardarli, ricordo quasi sempre dove ho scattato le varie immagini. A volte poi ne compongo collage. Come questo che lascio qui oggi. Come per una sorta di tributo al piccolo mistero che ognuno di questi frammenti porta con sè.


(Sì, immagino pensino sia piuttosto stramba, quei pochi che mi vedono mentre li fotografo ;))


mercoledì 6 marzo 2013

667 - Marzo: ispirazioni e gioie semplici

"Nel mese di marzo tutti i semi
tornano dalla mamma a bere
e la promessa fatta nel cadere
tesse piano la forma del nome."
Mariangela Gualtieri - Senza polvere, senza peso

"Arriva Marzo, l'ultimo grido di esultanza dell'inverno e il primo sussulto di primavera. A poco a poco il nostro spirito si risveglia, insieme al mondo naturale, dal torpore del lungo inverno. I rami che fino a qualche giorno fa erano spogli ora germogliano di nuova vita. Sentiamo ridestarsi in noi la speranza. Dissodiamo la terra del giardino interiore. Questo mese pianteremo nel suolo fertile della nostra anima i semi della Semplicità."
Sarah Ban Breathnach - L'incanto della vita semplice

"E' questo il primo giorno mite di Marzo,
Più fragrante di momento in momento,
Col pettirosso che cinguetta in cima al larice
Che sorge accanto alla nostra casa.
Aleggia nell'aria una benedizione
Che sembra infondere un senso di gioia. [...]
Sorella mia! Vieni ti prego,
Presto, mettiti il tuo abito silvestre,
E non portar libri, chè questo giorno
Noi lo dedicheremo al riposo."
William Wordsworth 





Recita un vecchio adagio: ogni cosa ha il suo tempo e ogni lavoro la sua luna. Le gioie semplici che scelgo di condividere per il mese di Marzo, vengono tutte da ispirazioni di Sarah Ban Breathnach. Che ci consiglia di trasformarci in questi giorni in esploratrici di noi stesse iniziando un viaggio/gioco per ricordare, riscoprire, puntualizzare i nostri gusti, la nostra vera essenza.




- Ti trasferisci in una nuova casa, vuota. Stai per sceglierla e arredarla e hai carta bianca e denaro a sufficienza per farlo proprio come desideri: scrivi i venti particolari irrinunciabili, dando libero sfogo a fantasia, creatività, desideri. Dopodiché osserva: c'è qualcosa del tuo passato? Cosa hai portato dalla casa dove stai vivendo adesso? E da quelle della tua infanzia? Cosa vedi dalle finestre? Hai un giardino o sei arroccata sui tetti? Chi sono i tuoi vicini? Di quali colori hai tinto le pareti?





- Adesso passiamo al guardaroba. Armadi e cassetti sono vuoti: quali sono le prime dieci cose che ci metterai? Puoi scegliere abiti dal tuo guardaroba attuale o cominciare tutto da capo. Fatto? Ora osserva: pensavi di avere una predilezione per jeans e scarpe comode e invece hai riempito l'armadio di lunghi leggerissimi abiti colorati... ma non mi dire! ;)





- Anche la cucina deve essere riempita. Piatti, bicchieri, posate, tovaglie. Vasetti di fiori. Barattoli per il té. Una o più caffettiere. E poi: tende alle finestre, o no? Bicchieri di vetro colorato o semplice rigore? Piatti decorati o tinta unita?
Infine, come sopra, osserva. Sei sorpresa o quello che hai scelto conferma il tuo gusto?



Puoi continuare questo gioco per tutti gli altri aspetti che desideri.
Ricordando che, appunto, non è che un gioco.
Ma così come altre attività apparentemente inutili questo è un gioco che potrebbe svelarci molte cose, magari dimenticate.
Così non fosse, se non altro sarà stata l'occasione per prenderci tempo per noi in modo divertente.



E a tutte/i buon Marzo :)

* Tutte le foto sono state scattate da me nel corso dell'ultima settimana. Osservandole vedo che sono così diverse tra loro: mare, campagna, luce accecante, crepuscolo, notte, calma, movimento. Sembrano perfette per un momento dinamico come quello che precede e introduce la primavera.
Le lascio qui sperando possano aggiungere ispirazione alle ispirazioni :)


mercoledì 19 settembre 2012

640 - non c'è teiera senza tazzina

... ché altrimenti il tè dalla mia personale teiera, come lo bevo? 



e dunque la mia cara Luisa ci aveva pensato, programmando tutto per tempo.
tra Luglio e Agosto scorsi, con le sue risapute facoltà telepatiche aveva previsto che avrei a breve ricevuto una teiera personale, così aveva creato per me una tazzina davvero speciale.

e pazienza se è leggermente faticoso bere da lì. pazienza se il tè tende a spargersi ovunque.
vorrà dire che berrò aria. (anzi, permettetemi la citazione, berrò nuvole :))

sì, ma chi è Luisa, vi starete chiedendo :)
si tratta di Luisa Staffieri, ovvero colei che passa tranquillamente dalle trine per una delicata tazzina ai tubi di un lavandino da aggiustare. dalla crostata di ciliegie al motore della macchina che fa uno strano rumore. da una sciarpa di morbidissima lana al mobile in legno da rimettere in sesto. tutto questo mentre legge, alleva tre figli, insegna, scrive.
ed è proprio in seguito al fatto che è -anche- una scrittrice che ci siamo conosciute, divenendo poi carissime amiche.
ho illustrato per Luisa ormai diversi libri, cosa che mi ha portato a conoscerla non solo per quello che scrive, ma anche per quello che mette tra una parola e l'altra... è uno strano rapporto quello che si sviluppa tra uno scrittore e il suo illustratore. ci vorrebbe un solo post solo per quello, e forse non basterebbe.
mi fermo qui, dunque, per ora.

a questa tazzina speciale che in questo momento è sul mio tavolo.
e alla gratitudine per l'amica che l'ha creata per me.

ah, so che Luisa ci tiene, dunque non posso dimenticare il titolo dell'opera:
"l'insospettabile seconda vita di un reggiseno"

insospettabile davvero.
o no? :)

martedì 24 maggio 2011

521 - mi piacciono sempre, specie in primavera

questo post in realtà era stato pubblicato il 12 maggio (il giorno in cui blogger era saltato). 
non so perché ora si trovi qui come fosse pubblicato il 24... ma non indaghiamo oltre nei misteri dell'web.




- il vento quando soffia da nord
- le coperte distese al sole
- i camminatori di lunghe distanze
- i piccoli porti pieni di vita
- le spighe selvatiche
- quando al crepuscolo cade una pioggia leggera
- sentirne il suono sulle foglie nuove
- i giramondo che arrivano - magari al lunedì
- vederli camminare sul lungomare col loro bagaglio leggero
- chi mangia gelato per strada
- mangiare un gelato per strada - magari seduta su un muricciolo di mare, con i piedi che dondolando sfiorano l'acqua
- i campi verdi, gialli, bruni
- trovare un nido appena abbandonato - pensarli volare
- il profumo dei fiori di limone
- le porte rosse
- il verde azzurro cangiante lucido delle lucertole
- i vecchi muri bassi e sassosi lungo i sentieri di campagna
- chi pigreggia
- pigreggiare
- le insalate di erbe selvatiche
- due donne che chiacchierano dalle finestre
- la guerrilla gardening
- scorgere il becco giallo del merlo nell'intrico ombroso di un cespuglio
- cercare in libreria un libro ancora sconosciuto che racconti di un lungo viaggio
- veder volare un aquilone
- chi fa volare un aquilone - specie se lo ha anche costruito
- sentire ancora un po' freddo. poco poco. quel tanto che basta per avvolgersi in una morbida maglia blu
- tre gabbiani fermi in cima a un tetto, che guardano tutti e tre nella stessa direzione
- sentire qualcuno che canta in una casa - il canto esce da una finestra aperta e mi segue per strada
- dipingermi le unghie dei piedi
- succhiare il gambo di un trifoglio
- osservare senza essere notata
- gli orti cittadini pieni di nuovi germogli
- gli orti ovunque
- chi cura un orto
- leggere al pomeriggio coi piedi al sole
- la giovane gatta pezzata che non si lascia avvicinare
- un fermaglio per capelli con un fiore rosa
- una donna che percorre lenta il suo campo, nel tardo pomeriggio
- ...

e a voi?

sabato 4 dicembre 2010

461 - oggi

oggi un vento postino ha portato alla mia porta una foglia rossa.
così bello guardarla controluce.
mi piace così tanto, la mia foglia rossa, che credo la terrò con me.

***
e voi? che regalo avete avuto oggi?

lunedì 11 ottobre 2010

432 - il continuo delle foto sparse

"una nebbia leggera saliva dalle valli e le stelle impallidivano nel cielo dove da poco la luna era tramontata" (M.R.Stern - Ferie d'Ottobre - Uomini, boschi e api)

bosco attraversato al mattino, mentre la nebbia, a tratti, avvolge lui e noi

bosco mai attraversato invece.
ma scrutato lungamente in tutte le sue ore, perché proprio davanti alla nostra finestra.
e considerato per questo quasi nostro bosco personale

"le prime piogge di settembre lavano i residui dell'estate e ogni foglia d'erba, ogni ramoscello ha la sua perla" (M.R.Stern - Stagioni)
le ragnatele ne hanno migliaia invece, di perle.
osservando attentamente questa, mi chiedo se il ragno, fermo da qualche parte, non stia osservando me...


compagni di viaggio appaiono dal nulla


mentre camminiamo su strade brumose


mentre camminiamo su strade soleggiate


questa invece è la prima foto scattata: poteva non essere un orto?


approfittiamo di ogni raggio di sole, di ogni refolo di vento


"... e incontrare con reciproca sorpresa uno scoiattolo che ti fissa da un ramo, o gli occhi di un pettirosso immobile dentro un cespuglio di rose canine carico di bacche rosse..."(M.R.Stern -Stagioni)
no, qui occhi di pettirosso non ce ne sono... ma la rosa canina è così bella nella sua perfetta semplicità che anche senza pettirosso è pur sempre un dono per i passanti


una casa bellissima


e una panchina per riposare, quale che sia il momento del cammino.
(continua...)

domenica 10 ottobre 2010

431

non so da dove iniziare.
generalmente, ogni volta che mostro le foto relative a un breve periodo, le divido in gruppi ordinandole in modo preciso secondo l'argomento.
questa volta non ci riesco.
ho tutte queste foto sparse davanti a me, e non riesco a suddividerle in sottocategorie.
non riesco a dare loro un ordine. fanno parte di un flusso unico inarginabile.
allora farò così.
le mostro disordinate. scelte di volta in volta secondo la suggestione del momento.
aggiungendo qualche commento, quando ne sentirò il bisogno.
alcuni miei.
altri di coloro che mi hanno accompagnato con i loro scritti in questo viaggio nell'autunno: mario rigoni stern, mariangela gualtieri.
voi fate conto di essere qui accanto a me, e tutte queste foto sono sparse su un tavolo, e ogni tanto ne peschiamo una, e raccontiamo.

e allora andiamo a cominciare.
con quella che è la mia più grande fascinazione.

non riesco a resistere. le guarderei per ore.
ne ho scelte sedici, tra un numero molto più alto.
perché ogni volta che ne vedevo una mi incantavo.
e ognuna di loro è finita nella mia macchina fotografica.
ed ecco allora queste sedici raccolte tutte assieme.
scelte quasi a caso, perché tra loro non ho preferenze.
mi parlano di gente previdente.
di stare al caldo.
di letture ascoltando il silenzio là fuori.
lassù ogni casa ha fuori la sua catasta.
e non è difficile in questi giorni d'autunno trovare chi ancora alacremente divide e ammucchia.
perché lui è alle porte.

"Una mattina di dicembre vedrai il cielo uniformemente grigio, le montagne dentro le nuvole, i boschi più scuri e, da una catasta di legna, schizzar via lo scricciolo. Il suo campanellino d'argento ti dirà prossima la prima neve" (M.R.Stern - Stagioni)

venerdì 8 ottobre 2010

429

e così, mentre stamani pulivo gli scarponi, è uscito lui.
forse rimasto tra i solchi delle suole, forse in uno dei ganci delle stringhe.
forse addirittura si era infilato dentro con me.
fatto sta, che si è fatto più di cinquecento km, incontrando nel frattempo suoli sconosciuti di - anche brutte - città, stazioni, lunghi treni.
ha sentito discorsi di gente in attesa, di gente in partenza, di gente in transito.
ha sentito sferragliare e stridere.
ha sentito, soprattutto, forse, la mia nostalgia.
è per questo che, sempre forse, lui, abituato invece ai silenzi e alle nebbie, ha deciso di rimanere con me.
di farmi compagnia in questo ritorno.
e di saltare fuori inaspettato da un consumato scarpone da montagna.
l'ho interpretato come un messaggio, un saluto.
una rassicurazione.
quella di un piccolo fiore ormai secco, che da boschi fitti e rocce scoscese è sceso fino al mare.
assieme a una nostalgica camminatrice.

***
traduzione ;)
ero via.
e non ho fatto in tempo a salutare, perché questo ritaglio di autunno in montagna è stato deciso e preparato velocemente. ce n'era così bisogno...
ad attenderci, una sconosciuta valle ancora piuttosto selvaggia, che non ha deluso nessuna delle nostre aspettative, anzi.
e così, siamo, per un breve-lungo periodo, rimasti lì, senza auto, senza televisione, senza giornali, senza internet.
fuori dal mondo.
così completamente immersi nel mondo.

***

il tempo adesso di riprendermi dall'impatto del rientro nella civiltà e di scaricare quelle due o trecento foto (unica concessione, macchina fotografica e taccuino, come naturali prolungamenti di mente, occhi, e cuore - questa l'ho rubata al maestro - ) e... dicevo? continuo a perdermi tra le vette ;)
il tempo di scaricare quelle due o trecento foto e credo di montagna ne sentirete riparlare a lungo.
a presto dunque!

a presto :)

mercoledì 21 luglio 2010

418

ricordate?
nel pomodoro viveva un albero.

nella cipolla invece, c'è un piccolo cuore.


venerdì 9 luglio 2010

414 - "la via prosegue senza fine, lungi dall'uscio dal quale parte..."

sento molto la suggestione della Via.
quella che passa proprio davanti all'uscio, e un passo dopo l'altro può portare chissà dove.
chissà dove...
questa è la mia personale.
collega la casa alla strada.
e ogni volta che la percorro ho un pensiero fugace per tutte le vie che da lì in poi iniziano.
perché tutte le vie del mondo, passano proprio davanti ad ogni soglia.

pensateci la prossima volte che fate il primo passo ;)

domenica 27 giugno 2010

409 - le foto salvate (due volte)

oggi era giornata di pulizie.
pulizie di vecchie foto.
foto che tengo in una cartella dove raccolgo via via quelle che ritengo più significative, suggestive, quelle sulle quali avrei qualcosa da raccontare.
solo che poi non sempre tutto va come previsto, e accade che per mancanza di tempo, modo o voglia, alcune immagini sulle quali magari inizialmente avevo grandi -o piccoli- progetti, rimangano poi lì in attesa quel tanto di troppo che me le fa dimenticare.
e quando, magari dopo mesi, le riguardo, quel certo non so che di immediato è passato, oppure ripensandoci non mi sembra più così interessante, e insomma, per farla breve, le elimino.
decine di foto hanno avuto questo infausto destino.
scattate, riviste, aggiustate, o pasticciate... e dopo mesi cestinate.
stamani però qualcosa di diverso è scattato.
il mio cuore di dea Kali deve essere stato toccato nel punto della compassione.
tanto che ho deciso di dare loro quello che loro spettava.
il breve momento di attenzione. quel tanto che basta per ricordare la storia che hanno, per un attimo, rappresentato.
non le metterò tutte in questo post, sarebbero troppe.
ma non le eliminerò nemmeno.
qualcuna di loro sarà qui oggi. qualcun altra, forse, lo sarà prossimamente.
ma cestinate senza pietà no. non oggi almeno :)
e dunque, vediamo cosa abbiamo, e se ancora ricordo il perché e il percome:

questa è la vetrina di una vecchia bottega davanti alla quale non posso fare a meno di fermarmi ogni volta che ci passo. si tratta di una merceria che credo non veda rimodernamenti da quando è stata aperta. è uno di quei negozi dove si trova quasi di tutto, nel suo genere. e la vetrina è uno di quei posti immutati, uno degli ultimi rimasti, che mi ricordano in qualche modo il salotto de l'amica di nonna Speranza.


questa invece l'avevo scattata un ventoso pomeriggio durante una passeggiata al parco.
di tutta la scena mi piaceva quella figuretta appoggiata alla ringhiera sul fondo.
da lontano non riuscivo nemmeno a capire se fosse un uomo o una donna.
stava là, guardando il mare, mentre un cane andava e veniva in un matto girotondo che andava dai suoi piedi al centro del prato.


queste sono le cime degli ippocastani che vedo dalla finestra della mia cucina.
gli ippocastani sono tardivi nel mettere le foglie.
lo fanno pigramente, a maggio inoltrato.
e non posso fare a meno di immortalare ogni anno quel verde che ritorna, e che, per i pochi giorni della rinascita, trasforma un anonimo piazzale in una bella piazza parigina.


questa è la prima peonia sbocciata quest'anno in giardino.


e questa è la tartaruga max.
che quando ci sente passare si mette a correre con la sua lena di tartaruga, ci raggiunge, e un po' affannata ci appoggia la testa sui piedi, e attende con fiducia finché non le accarezziamo lievemente la tenera sottile pelle che sta sull'incavo del suo vecchio collo di tartaruga.

ed ecco le foto salvate.
salvate due volte.
la prima, quando ho deciso metterle nella cartella delle promesse.
la seconda quando ho deciso di ripescarle dall'oblio cui erano destinate.
mi sento molto buona ;)

e buona domenica a voi passanti :)

martedì 15 giugno 2010

405 - le ultime piogge di primavera







sì, lo so che ne è venuta giù tanta.
e lo so che rischio una qualche forma di linciaggio nell'affermare quello che sto per affermare.
ma a me un po' già manca.
così con queste immagini delle ultime piogge di primavera che risalgono ormai a circa un mese fa, spero di ispirarla. di invitarla.
torna. giusto un pochino. anche fosse solo qui sopra casa mia.
mi va di risentire come cadi sulle foglie. come le pettini. come profumi la terra. come riempi il silenzio della notte.
torna. anche solo per pochi minuti.
pioggia.
(lo so, lo so cosa rischio... ;))

sabato 29 maggio 2010

398

cose che possono accadere attorno alle 18 di un giorno di quasi estate:
entrando nella galleria di una di queste terre di mare, sul finestrino appare il bosco di betulle avvolto nella luce lunare di una di quelle terre boeme.
mentre ignaro di tutto questo il regionale delle 17 e 30 continua il suo lento andare.

buon sabato! :)
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

shiny counter